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lunedì, 24 Giugno 2024

Sistema elettorale, purtroppo tramonta il collegio uninominale

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Quindi, se non intervengono i soliti “franchi tiratori” nel segreto dell’urna, il prossimo sistema elettorale ci regalera’ il ritorno delle preferenze. Era dal lontano 1987, parlando di elezioni politiche, che non conoscevamo piu’ le preferenze come metodo per selezionare . Dico dal 1987 perche’ alle elezioni del 1992, dopo il referendum Segni, votammo con la preferenza unica. Che diede vita, detto tra di noi, alla corruzione come elemento strutturale e costitutivo della politica italiana. Oltre ad una serie di elementi degenerativi a tutti noti: contrapposizione frontale all’interno dei partiti, delegittimazione morale e politica dei propri compagni di partito, costo spropositato – appunto – delle campagne elettorali, trasformazione dei partiti in comitati elettorali permanenti e introduzione della corruzione nella selezione della classe dirigente politica del paese.
Ora, pare, ritorneranno nuovamente le preferenze. A danno del collegio uninominale che, come tutti sanno, resta uno dei pochi – se non l’unico – strumenti elettorali capace di moralizzare la politica italiana, creare un rapporto stretto tra l’eletto e l’elettore, calmierare il costo della campagna elettorale e, soprattutto, garantire un rapporto normale nella dialettica interna ai partiti. Anche se ormai si sono trasformati in comitati elettorali permanenti e strutturali. Purtroppo, il collegio elettorale, cioe’ il sistema maggioritario uninominale, non e’ da tutti gettonato – anzi, da pochissimi – e quindi lo si e’ archiviato sin dall’inizio della discussione politica e del confronto parlamentare. Dunque, tornano le preferenze. E con le preferenze – sempre che l’accordo tra il Pd e Forza Italia regga – torneranno i nominati attraverso l’escamotage che il primo della lista nei vari collegi e’ eletto automaticamente. A prescindere. Quindi senza il filtro elettorale.
Il collegio uninominale, quindi, non torna piu’. E rischia di scomparire definitivamente se e’ vero, com’e’ vero, che per tutti i livelli di governo esistenti – circoscrizione, comune, regione, parlamento nazionale e parlamento europeo – si viene eletti attraverso la preferenza o le preferenze. Quindi, se vogliamo essere onesti e coerenti, sarebbe il sistema elettorale uninominale e maggioritario la soluzione anacronistica e non il ritorno delle preferenze o della preferenza.
Comunque sia, l’unico elemento che conta in vista della approvazione della futura legge elettorale, e’ che vengano salvaguardati alcuni elementi di fondo che attengono direttamente alla “qualita’” della democrazia e alla stessa credibilita’ della politica. E cioe’, campagne elettorali sobrie e contenute e non dispendiose e milionarie, garanzia della governabilita’ dopo il voto, rapporto stretto tra eletti ed elettori e, soprattutto, salvaguardare la libera scelta del cittadino limitando il numero dei futuri “nominati”. Elementi che richiedono – almeno per alcuni di questi elementi, soprattutto per quello inerente ai costi delle campagne elettorali che poi generano, inesorabilmente, corruzione e malcostume – una apposita e pertinente legislazione.
Su questo si dovrebbe anche parlare e discutere. Perche’ il compromesso politico fra i vari partiti e’ doveroso ed indispensabile per arrivare ad una buona ed efficace legge elettorale. Ma una buona ed efficace legge elettorale non puo’ neanche prescindere radicalmente dalle conseguenze e dagli effetti concreti che un sistema elettorale basato sulle preferenze puo’ generare.

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