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domenica, 9 Maggio 2021

Silp Cgil. Canelli: “Un Primo maggio di diritti anche per chi lavora in polizia”

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

“Non sono più i tempi delle volanti che restano senza carburante, ma i problemi ci sono anche a Torino, dove si fanno i salti mortali per garantire il servizio di ordine pubblico per le pesanti carenze di organico in una fase carica di nuove tensioni sociali”.

A parlare è Tommaso Canelli, segretario provinciale torinese del SlLP-Cgil, (Sindacato Italiano Lavoratori Polizia, affiliato alla CGIL), che rivendica con forza l’adesione e il significato, anche per i lavoratori di Polizia, di questo Primo maggio. “Una festa che coincide con i quarant’anni da quella riforma che ci ha reso parte della pubblica amministrazione, impegnata nella sicurezza dei cittadini, non più come corpo militare” e aggiunge:  “Noi siamo confederali e non corporativi e sentiamo forte questo legame e impegno come forza civile”.

Il sindacalista rileva uno scenario sociale cambiato, in cui si registra una recrudescenza di fenomeni di illegalità e criminalità, con il ritorno dell’eroina e il boom delle droghe leggere. Fenomeni collegabili anche agli effetti di questo contesto di emergenza sanitaria. Un disagio sociale crescente che ha esasperato tensioni già preesistenti.

Disagi e tensioni che investono ovviamente anche le forze di polizia, impegnate nel mantenere l’ordine pubblico in una situazione stancante “perché siamo pochi, malpagati e sovraccarichi di lavoro e straordinari”.

I sindacati denunciano un progressivo e preoccupante calo degli organici, con pensionamenti che non sono oggetto di adeguate sostituzioni. Su questo pesa l’ipotesi di un taglio addirittura del 30% del personale nei prossimi cinque anni.  “Sul fronte assunzioni c’è stata una timida ripresa legata a qualche concorso che noi riteniamo assolutamente insufficiente”. Una nota positiva invece riguarda la riapertura del tavolo per il rinnovo del contratto, scaduto tre anni fa. Un contratto che interessa circa centomila operatori di polizia.

 “Oggi – precisa Canelli – anche se il contesto generale è meno politicizzato di un tempo, stanno diffondendosi rivolte e proteste, sintomo delle difficoltà in cui si dibattono varie categorie in questa fase critica. Tensioni che ci vedono assumere un ruolo di cuscinetto”. E aggiunge: – “Anche noi operatori di sicurezza sentiamo e viviamo difficoltà e incertezze di questa fase storica”. Tensioni che per Canelli risultano a volte cavalcate in modo strumentale. “Il soffiare sul fuoco del disagio e della legittima protesta innesta meccanismi di cui noi operatori di polizia siamo i primi a farne le spese, tanto più alla luce delle difficoltà in cui si trascina il nostro comparto”.

Abbiamo chiesto cosa i vari Governi cosa hanno fatto per la Polizia, aldilà dei proclami elettorali.  “Nelle fase final del Governo Conte si è aperto l’atteso tavolo contrattuale e il confronto sta proseguendo con l’esecutivo guidato da Mario Draghi. Noi – precisa il sindacalista – ci raffrontiamo in modo asettico con i vari governi. La priorità era riaprire finalmente il tavolo contrattuale”.

Canelli ha un cenno polemico verso quei ministri che, pur indossando felpe e divise della polizia, non portarono ad alcun passo concreto. Una vera operazione di sola immagine.

 Il rappresentante del Silp rivendica con orgoglio la sua appartenenza confederale: “La generalità dei diritti di tutti i lavoratori garantisce tutti non per singoli comparti. Abbiamo alle spalle una grande storia e un’idea che viaggia su grandi testimonianze. Per questo siamo oltre il piano corporativo”.

Viene poi sottolineato la fondamentale importanza, anche in Polizia, della formazione. “Un aspetto che viene spesso sottovalutato – denuncia Canelli – “mentre risulta fondamentale per rispondere alle nuove esigenze emergenti nella società. E non basta certo creare piccole realtà elitarie che rappresentano autentiche eccellenze. La formazione deve essere sistematica per tutti”.

Nel quadro di queste eccellenze emerge la polizia postale, con il suo sempre più importante ruolo nel fronteggiare il boom di truffe e reati di ogni tipo che viaggiano sul web, a livello anche transnazionale, oltre alle collaborazioni con l’Interpol. Tutte attività che necessitano di investimenti continui in formazione e risorse. Tutto questo non cancella la priorità di chi continua nella sua opera di prevenzione e presidio quotidiano nei quartieri vicino ai cittadini.

“Per noi – conclude il sindacalista – il Primo maggio è un appuntamento importante che, come operatori di polizia, ci vede pienamente coinvolti nelle dinamiche del mondo del lavoro, restando legati alla nostra professionalità e fedeltà al nostro ruolo. Una forza civile e democratica di lavoratori tra i lavoratori”.

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