Decine di colloqui rimandati o annullati. La situazione, già di per sé non facile, dei disoccupati, si è ulteriormente complicata con l’arrivo dell’emergenza Covid-19.

Giovanni, 57 anni, papà di due bambine, una di 8 e una di 10 anni, è a casa, in cerca di un lavoro, dal 1° novembre 2019: “Questo periodo surreale, fuori dal tempo, faticoso, oltre alle tante disgrazie, tocca anche gente già poco fortunata professionalmente che si trova senza un impiego, come il sottoscritto. Avevo appena superato una selezione scritta in un’azienda e due giorni prima dell’avvio dei colloqui, ecco la mail dell’Ufficio del Personale con cui si  comunica che sarebbe stato rimandato tutto a data da destinarsi. Siamo incastrati in una bolla temporale in cui tutte le possibilità di reinserimento lavorativo, di invio dei curriculum, di partecipazione a candidature di vario tipo, sono sospese”. 

Questo periodo di fortissima crisi, con possibilità di assunzione pari allo zero, viene riconosciuto nel decreto Cura Italia? È stato ipotizzato di concedere ai disoccupati un lasso di tempo supplementare pari al periodo di durata di questa pandemia?

Ad oggi, scorrendo le tante e dettagliate misure a sostegno dei lavoratori sembra di no. Non sono previsti per i disoccupati ammortizzatori e percorsi per il reinserimento specifici, così come non è prevista alcuna proroga degli assegni di disoccupazione. L’unica decisione in merito riguarda l’estensione dei termini, da 68 a 128 giorni, entro i quali presentare la domanda di Naspi o Dis-coll (articolo 33 del dl 18/2020).  Tuttavia, restano sospesi per due mesi i termini per le misure relative all’assistenza per la ricerca attiva di un impiego.

La richiesta di aiuto di una categoria già da tempo incastrata nel vortice di una ulteriore difficoltà, non è sfuggita all’occhio del senatore del Partito Democratico Mauro Laus che, oggi stesso, ha provveduto a presentare un emendamento al testo di legge in cui si chiede di tener conto di quei soggetti la cui scadenza della disoccupazione cade proprio nei giorni attuali.

“L’impegno da parte del governo – precisa Laus – deve essere quello di non lasciare nessuno solo. Tutto  quello che non si è riusciti a recepire, per motivi di tempo, in questo primo decreto Cura Italia, faremo in modo che venga inserito nel prossimo decreto di Aprile, un decreto che prevederà comunque una misura economica importante e che darà risposte concrete a questa ed altre richieste di attenzione”.

 

Photo by Bethany Legg on Unsplash