Scritto da Battista Gardoncini*

Se non fossimo tutti nei guai ci sarebbe da ridere. Scopro adesso che Salvini ha interrogato urgentemente il presidente del consiglio dei ministri Conte e il ministro degli esteri Di Maio per sapere che cosa ci sia di vero in un pezzo andato in onda su TGR Leonardo nel novembre del 2015, dove veniva dato conto di un esperimento di scienziati cinesi per creare un supervirus utilizzando proteine di pipistrello e il virus della Sars.

Poteva chiederlo a me, che all’epoca ero il curatore della trasmissione, o all’autore del servizio, e si sarebbe risparmiato l’ennesima figura da cioccolataio, questa volta su scala planetaria perché nelle ultime ore lo hanno sbertucciato anche alcuni dei più eminenti virologi del mondo.

Non se lo meriterebbe, ma provo a rispondergli qui in tre punti.

Primo:  l’esperimento, che aveva lo scopo di studiare il comportamento dei cosiddetti “chimera virus” e utilizzare le informazioni raccolte per arginare una nuova possibile epidemia di Sars, è stato fatto davvero. Non nel segreto di un laboratorio per la guerra batteriologica, ma in un centro di ricerca che ha messo i suoi dati a disposizione della comunità internazionale in un articolo su Nature medicine, una delle più note e prestigiose riviste scientifiche del mondo. In quella occasione alcuni scienziati hanno sollevato dubbi sulla pericolosità di questo tipo di ricerche, altri le hanno difese, facendo tra l’altro notare che il nuovo virus non aveva “capacità epidemica”. Un punto, questo, che è stato ribadito poche ore fa dal biologo Enrico Bucci.

Secondo: quel virus non aveva e non ha nulla a che fare con il coronavirus responsabile del Covid-19. Lo possiamo dire con certezza perché sull’origine per così dire “naturale” del nuovo virus concordano centinaia di scienziati di tutto il mondo. I virus creati in laboratorio e quelli esistenti in natura hanno caratteristiche genetiche molto diverse, riconoscibili da chiunque se ne occupi a livello professionale. L’ analisi del Covid-19 dimostra che ha avuto origine dai pipistrelli – o forse dai pangolini – e che da loro è passato agli uomini. Cito a questo proposito quello che ha detto un altro virologo di fama mondiale,  Guido Silvestri, in un post illuminante in dieci punti sul Covid-19. Quello sulla origine del virus è non a caso il primo: è uscito due giorni fa uno studio sistematico delle sequenze genetiche di SARS-CoV-2 (Andersen KG et al. Nature Medicine 2020) che dimostra senza ombra di dubbio che il virus ha una origine naturale e zoonotica (da animali, ed in particolare pipistrelli e pangolini). Per cui la storia del virus “creato” in laboratorio si conferma una bufala colossale.

Terzo: l’interesse per quella vecchia ricerca non ha avuto inizio qui in Italia con la riscoperta del pezzo del 2015 su TGR Leonardo, che si basava come ho già detto su un articolo di Nature Medicine. Anche altri, in altre parti del mondo, hanno riscoperto nei giorni scorsi quell’articolo, e chiesto lumi ai redattori di Nature. Che li hanno dati.

Capisco che Nature Medicine abbia il brutto vizio di scrivere i suoi articoli in inglese. Ma se Salvini e i suoi consiglieri avessero fatto lo sforzo di sfogliare le pagine della rivista, avrebbero trovato nero su bianco tutte le risposte ai loro amletici dubbi, senza scomodare né Conte, né Di Maio, né i giornalisti di TGR Leonardo.

 

*giornalista torinese, già curatore di Tgr Leonardo. Direttore di “Oltre il ponte”