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domenica, 26 Maggio 2024

Sel, a Nichelino un incontro per difendere la democrazia dai Forconi

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Partecipazione, speranza e giustizia sociale per combattere la violenza dei Forconi. A Nichelino si parte da qui, da un’assemblea pubblica organizzata alle 18 di stasera, nel circolo di Sinistra Ecologia Libertà di via Primo Maggio 18. Un incontro allargato, aperto a tutti, a cui parteciperanno i consiglieri comunali di Sel Michele Curto e Marco Grimaldi, l’assessore alla cultura di Nichelino Alessandro Azzolina, l’associazione Terra del Fuoco, alcuni ragazzi del movimento studentesco di Torino e del liceo di Nichelino e, forse, alcuni militanti del Pd.
L’obiettivo è dare delle risposte alla gente. «Noi non ci facciamo intimorire – dice Curto – e abbiamo deciso di trovarci a Nichelino, perché è il luogo dove la matrice eversiva neofascista e populista che sta dietro alla manifestazione si è palesata con chiarezza maggiore che da altre parti». Infatti, come afferma l’esponente di Sel, «qui si è vista una violenza davvero intollerabile tra bombe carta (l’ultima è scoppiata poco fa) e intimidazioni. Il Comune è stato occupato, tutti i negozi e i centri commerciali sono stati chiusi, il traffico e i mezzi pubblici sono stati bloccati del tutto, addirittura girava un cavallo per le strade. Sono arrivati gruppi di facinorosi non solo da altre zona, ma anche da fuori dal Piemonte. Tutto al grido di “Mandiamo a casa il sindaco Giuseppe Catizone”».
Il disagio sociale di questo momento, precisa il capogruppo, «è del tutto legittimo. E’ gravissimo però che sia stato strumentalizzato da movimenti neofascisti, primo tra tutti CasaPound, e anche ultras e organizzazioni criminali. La sinistra italiana e torinese ha però la responsabilità di aver lasciato sole tutte quelle persone che stanno male e oggi manifestano per le strade, molte delle quali inconsapevoli di essere “usate” dall’estrema destra. Il nostro scopo è oggi, più che mai, tornare ad essere un punto di riferimento per la gente. E il primo passo da compiere è senza dubbio mandare a casa il Presidente della Regione Roberto Cota».

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