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venerdì, 26 Febbraio 2021

Scendono in piazza i commercianti: “Basta, fateci lavorare”. Ascom: “Nel 2020 fatturato azzerato per molti comparti”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Protesta questa mattina da parte dei commercianti aderenti ad Ascom che hanno organizzato un flash mob davanti alla sede dell’associazione di categorie per dire “Basta” alla condizione di precarietà e difficoltà in cui molti esercizi si trovano a causa delle norme anti-Covid e delle misure di compensazione ritenute insufficienti. 

“Diciamo ‘basta’ perché non abbiamo alcuna certezza sulle misure economiche previste da un governo assente e indifferente alle nostre richieste di aiuto e ai problemi occupazionali che questa crisi genererà a breve” ha dichiarato la presidente Maria Luisa Coppa, “Abbiamo bisogno di interventi reali: finanziamenti a fondo perduto, biennio bianco con il blocco della tassazione, sburocratizzazione e aumento della fiscalità ai giganti del web”. 

Menter Alessandro Mautino, presidente di Epat Torino precisa: “Anche il mondo del pubblico esercizio sta pagando un carissimo prezzo con la chiusura ingiustificata di locali, bar e ristoranti, come fossimo degli untori. Diciamo basta con la mancanza di ascolto basta con l’essere considerati non essenziali basta con le difficoltà di accesso al credito e con l’assenza di una politica vera di programmazione e rilancio per le nostre categorie”. 

Secondo i dati riportati da Ascom nel 2020 la maggior parte delle imprese del commercio nella provincia di Torino hanno registrato cali di fatturato dal 50 al 70 per cento, con punte fino al 90 per cento per i comparti più toccati dal Covid, come viaggi, eventi e locali notturni e mondo sportivo. 

“Il Governo ci deve dire cosa farà per la ripartenza, perché noi abbiamo alberghi e agenzie di viaggio con un fatturato crollato del 90%, guide turistiche con una caduta dell’80%, taxisti con le entrate dimezzate. – ha detto Coppa leggendo i dati – E ancora, impianti sportivi e scuole private di lingua al -80%, estetisti al -60%, la vendita di accessori e gioielleria al -50%, benzinai al -45%. Gli ambulanti registrano cali del 60%, i rappresentanti del 50%, i servizi del 30%, le agenzie immobiliari del 10%”. “Crescono solo – ha sottolineato – le farmacie (+25%), i prodotti per l’igiene (+20%), l’alimentare (+25% supermercati, +20% dettaglianti, +15% gastronomie e piccoli alimentari) e gli articoli elettronici (+10%). Tutto questo a fronte del +80% fatto registrare dalle piattaforme dell’e-commerce”.

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