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sabato, 24 Ottobre 2020

Scanderebech e Pd, il matrimonio non s’ha da fare

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Rosanna Caraci
Rosanna Caraci
Giornalista. Si affaccia alla professione nel ’90 nell’emittenza locale e ci resta per quasi vent’anni, segue la cronaca e la politica che presto diventa la sua passione. Prima collaboratrice del deputato Raffaele Costa, poi dell’on. Umberto D’Ottavio. Scrive romanzi, uno dei quali “La Fame di Bianca Neve”.

Quanti matrimoni saltano per i chiacchiericci di strada? Quello che poteva combinarsi tra il Partito Democratico e la giovane sua ex eletta ora in quota Lega, non era evidentemente da fare.

A deciderlo, i social, sullo sfondo di un melànge grillorenzingarettiano nazionale che a livello locale piace poco, ma proprio poco.  La direzione dem  si muove diligente tra l’intervento del tesoriere Gioacchino Cuntrò, che esamina luci e ombre della festa appena conclusa, i matrimoni finiti in divorzio, quelli coi liberal-repubblicani scissionisti di Italia Viva, e quelli impossibili, con Federica Scanderebech. Nell’incipit della direzione metropolitana, del grande tema atteso non v’è traccia: le dimissioni di Monica Canalis da una delle tante sue cariche.

Alla direzione metropolitana del Pd di Torino sul banco degli imputati sale la politica che perde la sua nobiltà e autorevolezza, che filtra dai social che massacrano trattative e persone e bruciano possibilità di accordo, come quando in campionato si tratta per quel giocatore ma il suo nome finisce divorato dai mister da bar, e allora nulla si conclude. Una storia molto simile è proprio quella che ha per protagonisti Federica Scanderebech e il Partito democratico che con il suo capogruppo in Sala Rossa Stefano Lo Russo, il colpo l’aveva accarezzato.

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«Certo che ci avevamo provato – conferma Stefano Lo Russo, dopo un intervento appassionato nel quale ha puntato il dito contro chi parla fuori dalla sede di partito e poi, nel giusto momento, non pone le questioni ma è quasi indifferente. Ed è infatti proprio Lo Russo, nel suo intervento, a riportare l’attenzione sulla questione dei molti incarichi della Canalis, consigliera regionale e comunale. Le voci beninformate di corridoio dicevano che si sarebbe dimessa il giorno che l’avrebbe fatto Fassino; lunedì,  l’ex sindaco e parlamentare ha dato le dimissioni e a lui subentrerà Lorenza Patriarca.

Ma la Canalis? «Deve dirci cosa vuole fare, e farlo in fretta. Non può tenere un partito sospeso su una sua questione», dice Michele Paolino

In realtà basterebbe applicare lo Statuto, solo che se si dimettesse dal Consiglio comunale, subentrerebbe Federica Scanderebech«Quando si è candidata nel 2016 era con noi, poi è passata alla Lega ed è questo il nodo che ha impedito finora le dimissioni della Canalis: offrire un assist alla lega che avrebbe incassato un nuovo consigliere?», continua Paolino.

Quindi avete trattato? «Come è normale fare in politica – sottolinea Lo Russo – Solo che poi qualcuno ha spostato il dibattito su Facebook, impallinando sia il tentativo di riportare Federica all’interno del PD, sia contro la stessa Federica»

A questo punto avrà pensato “Chi me lo fa fare?” e ha pensato bene di fare quella comunicazione sui social, dove diceva che sarebbe andata al gruppo misto se mai avesse avuto la possibilità di rientrare in Consiglio.

Vi siete sentiti, durante il bombing sui social?«Sì. E il clima intorno non agevola. Perché una persona deve decidere di cambiare idea e tornare se viene impallinata pubblicamente?», conclude Lo Russo.

Trattativa chiusa? È da vedere, ma né il capogruppo né altri esponenti Dem su questo non si sono espressi esprime.

C’è da dire che Monica Canalis ha due possibilità e non ha molto tempo per tergiversare. O si dimette dal consiglio comunale, o da quello regionale. Nel secondo caso in Regione subentrerebbe Andrea Appiano, quindi la forza d’opposizione non perderebbe colpi. In comune, come detto c’è quel rischio

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