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domenica, 26 Maggio 2024

Salvini con Ratzinger cerca spazio in Vaticano, ma non sarà facile

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

La politica estera leghista dopo i poco fastosi passi moscoviti ora guarda al Vaticano. Roba per palati fini. Ma la strada, anche se passando per Ratzinger, icona tradizioanlista, non sarà facile perché troppi cattolici non lo sopportano.

E’ partito un mazzo di orchidee e una lettera firmata da Matteo Salvini per esprimere vicinanza e cordoglio a Benedetto XVI che ha perso il fratello Georg cui era legatissimo. 

L’intensificarsi dei rapporti tra Lega ed esponenti della Santa Sede rientrerebbe in un piano che vede il Carroccio proporsi come interlocutore politico con proposte che sposano punti quanto mai sensibili Oltretevere: scuola, famiglia, natalità. Questo a partire delle iniziative in difesa della libertà d’istruzione (scuola parificata).

L’iniziativa di Salvini avviene dopo diversi attacchi che Papa Francesco ha rivolto senza mezzi termini verso la Lega e il suo leader. 

In ogni caso questi fiori e attenzioni confermano come il crogiolo di formazioni dell’area ultraconservatrice e sovranista, in cui Lega e Fratelli d’Italia rientrano pienamente, continuino a trovare in Papa Ratzinger un autentico baluardo per una Chiesa tradizionalista in contrapposizione con l’odiato Bergoglio, quotidianamente oggetto di feroci attacchi a livello mondiale, per il suo ecumenismo e lo spirito riformatore, per non parlare del suo approccio in tema di migranti.

Un contesto dietro il quale si potrebbe vedere il riproporsi della perdurante divisione tra conservatori e progressisti sotto il Cupolone. Come negli anni 80 ai tempi di Wojtyla e della povera Emanuela Orlandi quando esisteva ancora l’Unione Sovietica.

Anche se in realtà le tanto sperate riforme e i cambimanenti che Francesco avrebbe dovuto attuare non sembra abbiano poi avuto corso lasciando molti fedeli alquanto critici ma ancora speranzosi.

Certo l’ala milanese della Lega con Fontana e i pasradan del Family day si ritrovano in pieno nell’abbraccio verso Ratzinger e il suo modello a base di rosari e invocazioni mariane nei comizi Questo tra Madonnine, polenta e qualche sole celtico reduce dai riti sul sacro Eridano. 

La marea di consensi (ora da tempo in calo) che ha portato la Lega a percentuali da PCI anni 70 non però tutta formata da baciapile e si mostra molto volubile come l’elettorato di tutti i partiti oggi. 

Per Salvini la sponda vaticana potrebbe essere importante ma non sarà facile primeggiare in un mondo cattolico che in gran parte lo vede come un nemico con cui non si condivide pressocche nulla. La Lega non potrà mai essere come la vecchia DC e nemmeno come una delle sue tante correnti. 

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