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venerdì, 7 Agosto 2020

Sala Rossa, manca il numero legale in Consiglio comunale a Torino. Polemica Pd-M5s. A metà luglio sedute “dal vivo”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuovasocietà. Caporedattore dal 2017. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano.

Per mancanza del numero legale si è chiusa in anticipo la seduta del consiglio comunale di Torino e scoppia la polemica tra il Partito Democratico e la maggioranza Cinque Stelle. Ci pensa il capogruppo Pd, Stefano Lo Russo, a chiedere la verifica del numero legale: “Sono settimane che chiediamo di riprendere le sedute di Consiglio Comunale in Sala Rossa – spiega Lo Russo – 

Mentre tutto è ripartito nel Paese, la Città di Torino grillina è ancora ferma alla fase 1, in pieno lockdown. Scuse su scuse per nascondere in realtà un problema politico vero: i numeri risicati della maggioranza che non regge più l’aula”.

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Prosegue il capogruppo Pd: “E oggi, per l’ennesima volta, il M5S non ha avuto il numero legale. Avevamo proposto di discutere e votare due atti relativi alla progettazione della Linea 2 della metro ed in particolare di andare incontro alle richieste di 22 sindaci della zona nord di Torino. Ci è stato impedito di discuterne”.

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“Solo che forse non avevano fatto bene i conti e si è verificato che non c’era la maggioranza. Non è la prima volta per la verità da quando Appendino ha numeri risicati, solo che stavolta la cosa davvero scandalosa è che i grillini il numero legale non riescono a tenerlo neanche stando comodamente sul loro divano di casa in teleconferenza. Che finisca solo questa agonia per Torino e che si possa far ripartire una città immobile”, conclude lo Russo.

Pronta la replica di Fabio Versaci dei Cinque Stelle: “Come detto qualche giorno fa sarà un brutto anno sotto il profilo politico – spiega – oggi addirittura il Pd fa cadere il numero con tutte le minoranze al seguito e poi si lamentano che non si votano gli atti”.

Valentina Sganga, capogruppo M5s precisa: “Avremmo dovuto discutere alcuni atti della minoranza e non della maggioranza, ma evidentemente le ragioni politiche vengono prima delle discussioni sulla città e si sfrutta la momentanea assenza della sindaca per far mancare il numero”.

“È un peccato – conclude Sganga – ma sono certa che nessuno si offenderà se a fronte di atteggiamenti di questo tipo verranno d’ora in poi anticipati i nostri atti, in fondo se neanche alle minoranze interessa discutere le loro proposte evidentemente non sono poi così importanti”

Intanto si parla di riaprire la Sala Rossa. Nuove regole dettate dall’emergenza: mascherine, consiglieri distanti tra di loro, non ci si potrà alzare in piedi neanche durante gli interventi, non più 45 persone in aula e la seduta verrà interrotta per consentire di aprire le finestre e cambiare l’aria. Manca solo il via libera dei capigruppo. 

Nel prossimi giorni i tecnici di Palazzo Civico invieranno un documento ai consiglieri con tutte le norme di comportamento da tenere. In aula entreranno solamente i consiglieri, il segretario generale e chi gestisce la regia della diretta del consigli: niente giornalisti. Tutto questo da metà luglio probabilmente.

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