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giovedì, 27 Gennaio 2022

Sala Rossa, Carretto lascia M5s e passa al Misto. Ma la maggioranza c’è

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Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Il “ribelle”, la spina nel fianco della sindaca di Torino Chiara Appendino, colui che più di una volta in questi quattro anni ha messo i bastoni tra le ruote alla sua stessa maggioranza, lascia il gruppo M5s. Damiano Carretto ha deciso: ma non saluterà la Sala Rossa, dov’è entrato grazie ai voti dei Cinque Stelle, ma aderirà al Gruppo Misto, come fecero prima di lui Deborah Montalbano, Marina Pollicino e Aldo Curatella.
Carretto resterà, dice, “per per rispetto verso gli oltre 800 cittadini che mi avevano dato fiducia, a portare avanti quanto era nel nostro programma elettorale nel 2016 (programma in cui ancora mi riconosco)”.
Carretto ha comunicato questa mattina la sua decisione  al Presidente del Consiglio Comunale Francesco Sicari.
“Sono stati anni intensi, complicati e spesso difficili, ma, come credo si sia intuito in questi anni, il mio percorso politico e quello del Movimento 5 Stelle si sono allontanati, sia a livello nazionale che a livello locale, fino a diventare in larga parte incompatibili”, spiega Carretto. 
“Ci tengo a precisare – continua – che non rinnego nulla di quanto fatto, nel bene e nel male, in questi anni con il Movimento 5 Stelle. Personalmente non credo di essere diverso dalla persona che è stata eletta nel 2016 e continuo a credere negli stessi valori. 
Secondo Carretto “il Movimento 5 Stelle odierno, però, non è una forza politica in cui rivedo quei valori (come era invece anni fa) e che voterei (pur riconoscendo molte valide persone al suo interno). Posso serenamente affermare di non essere io quello che è cambiato”. 
E adesso cosa accade?
La maggioranza può contare su 20 voti più Appendino e quindi può andare avanti e sicuramente l’intenzione è questa. Anche perché “mollare” ora significherebbe consegnare la città nelle mani di un commissario ed è una pessima idea visto la pandemia e l’emergenza Covid in atto in Piemonte e a Torino.

Logicamente ogni seduta di consigli comunale procederà non solo virtualmente e non in presenza, ma anche sul filo del rasoio.

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