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giovedì, 28 Ottobre 2021

Le Regioni rispondono a Conte: “Misure economiche immediate per evitare tensioni sociali”

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Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Misure nazionali e univoche per tutte il territorio e in aggiunta provvedimenti più restrittivi per zone e regioni particolarmente colpite. E’ questo la principale richiesta che le Regioni continuano ad avanzare al governo e contenuta nelle osservazioni sul nuovo Dpcm che la Conferenza delle Regioni ha unanimente trasmesso a Conte. 

“Si rende indispensabile instaurare un contraddittorio per l’esame dei dati con i dipartimenti di prevenzione dei servizi sanitari regionali prima della adozione degli elenchi delle regioni di cui alla prevista ordinanza del Ministro della Salute. Non appaiono, infatti, chiare le procedure individuate e le modalità con le quali sono definite le aree e i territori a più alto livello di rischio e le modalità e le tempistiche con le quali viene declassificato il livello di rischio” scrivono i governatori.

Altro punto al centro del dibattito le misure economiche urgenti: “È indispensabile che, contestualmente all’emanazione del d.p.c.m., vengano definite, attraverso un provvedimento di legge, l’ammontare delle risorse, unitamente a modalità e tempi di erogazione delle stesse, con le quali si procede al ristoro delle attività economiche che hanno subito limitazioni, sospensioni e/o chiusure. Con il medesimo provvedimento è necessario introdurre meccanismi di sospensione dei tributi relativi agli anni fiscali 2020 e 2021 per le stesse attività economiche”.

I governatori temono non solo il crollo economico, ma anche conseguenti problemi sociali per questo vogliono assicurata la “contemporaneità delle misure di contenimento dell’epidemia con quelle di sostegno alle categorie economiche e sociali colpite”.

“È, inoltre, necessario prevedere misure normative e adeguate risorse finanziarie per riconoscere ed estendere i congedi parentali per tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, e le misure economiche di conciliazione per i lavoratori autonomi”, proseguono i governatori. 

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