14.3 C
Torino
giovedì, 30 Maggio 2024

Rispediti da Torino in Sudan: “Profughi finiti nelle mani dei loro carnefici per colpa dell’Italia”

Più letti

Nuova Società - sponsor
Redazione
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Moreno D’Angelo

Quarantotto cittadini sudanesi espulsi recentemente dall’Italia e imbarcati dall’aeroporto Torino Caselle potrebbero già essere finiti nelle mani dei loro carnefici. L’accordo, siglato il 4 agosto scorso tra la polizia italiana e quella di Khartum, capitale del Sudan, ha consentito quest’operazione che, Gianni Ruffini, direttore generale di Amnesty Italia ha così commentato: «Questo accordo significa rimandare i profughi nelle mani dei loro carnefici».
Infatti il Paese africano è sotto la dittatura da trent’anni e la Corte Penale Internazionale ha spiccato mandato di cattura nei confronti del suo presidente Omar Hassan Bashir accusato di crimini di guerra, crimini contro l’umanità, genocidio durante il conflitto ai confini con il Ciad. Sulla base dell’accordo ai migranti sudanesi è stato anche negato il diritto di presentare domanda di asilo.
Nel gruppo partito da Torino c’erano una quindicina di darfuriani che avrebbero ottenuto la protezione internazionale se ci fosse stato il tempo di esaminare il loro caso» aggiunge Ruffini che conclude: «E’ contro il diritto e il buon senso fare un accordo con un paese dominato da una dittatura che ha fatto la guerra contro i propri cittadini del Sud del Sudan e che è stato accusato per le stragi in Darfur». Alla denuncia del direttore di Amnisty Italia si aggiunge quella di “Tavolo Asilo” che riunisce le 17 organizzazioni più importanti impegnate nella tutela dei diritti dei migranti e dei richiedenti asilo: «Il governo italiano – dicono dal Tavolo – fa accordi segreti con i dittatori africani e rimpatria illegalmente».

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor

Primo Piano