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venerdì, 4 Dicembre 2020

Riapre il Castello di Moncalieri. Laura Pompeo: “Segnale di rinascita di speranza per il futuro del nostro patrimonio culturale”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Riapre al pubblico il Castello di Moncalieri. Un’iniziativa fortemente voluta dall’attuale giunta e dall’assessora alla Cultura Laura Pompeo per restituire ai cittadini e non solo un monumento riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità. 

“È un evento che mi rende orgogliosa, perché è il risultato di un lungo lavoro svolto in prima persona con costanza insieme ai funzionari del MiBACT, un traguardo importante che possiamo dire di aver raggiunto grazie alla determinazione e alla volontà di coinvolgere tutti gli attori del sistema dei beni culturali”, ha commentato l’assessora Pompeo. “Ringrazio il Sindaco Paolo Montagna per aver voluto seguire personalmente, in questi ultimi mesi, il processo di cui siamo tutti soddisfatti e che oggi possiamo vantare per tutta la città di Moncalieri”.

Il Castello di Moncalieri negli ultimi anni ha avuto una storia travagliata. Dall’incendio che lo ha colpito nel 2008 i tentativi di riapertura sono stati vari, ma spesso solo parziali. L’attuale amministrazione nel 2015 ha dato il via ad alcune riaperture occasionali e nel novembre 2017 ha potuto riportare il pubblico a visitare gli appartamenti reali, restaurati dopo le fiamme che li avevano danneggiati, ottenendo un grande successo di visitatori.

Da qui l’idea di acquisire anche il Parco storico del Castello, polmone verde nel cuore della città con bosco e giardino ninfeo, laghetto e fontane che sarà inaugurato a fine luglio.

“Il lavoro amministrativo – precisa Pompeo – per la riapertura è stato accompagnato un’intensa attività di studio con la realizzazione di pubblicazioni, di eventi di respiro internazionale, con lo splendido volume appena pubblicato “Il Castello di Moncalieri”, con i numerosi eventi nella suggestiva cornice del Giardino delle Rose, sempre aperto dalla primavera all’autunno. Come risultato di questo sforzo, il Castello è stato inserito in numerosi circuiti turistici (Reali Sensi, Castelli e Dimore Storiche, Palchi Reali, ecc.)”.

Anche i recenti intoppi sono stati superati con successo: nel 2019 la mancanza di personale del Mibact ha costretto a una nuova chiusura degli Appartamenti reali. “Non ci siamo persi d’animo: abbiamo firmato il Protocollo per l’apertura al pubblico degli spazi dell’Arma dei Carabinieri e, oggi, dopo la drammatica fase del Covid19, grazie all’accordo con la Direzione Regionale Musei, il Consorzio delle Residenze Sabaude e l’Arma dei Carabinieri, festeggiamo la riapertura al pubblico degli Appartamenti Reali, con lealtre Residenze Sabaude” conclude l’assessora Pompeo.

Il Castello Reale di Moncalieri è stato dichiarato nel 1997 dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, insieme alle altre Residenze Sabaude (primo riconoscimento UNESCO ottenuto dal Piemonte e primo sito seriale in Italia).
Tommaso III di Savoia ne fece costruire il primo impianto nel XIII sec.,  Jolanda di Valois  lo fece ingrandire: l’aspetto assunto era quello di una dimora ducale. All’inizio del Seicento l’architetto Carlo di Castellamonte fu incaricato della prima trasformazione; successivamente seguirono i lavori di ricostruzione e ampliamento della residenza che, da fortezza, fu trasformata progressivamente in dimora di delizie e in sede di un’elegante vita di corte. Il Castello assunse così una particolare importanza nell’ambito del circuito delle maisons de plaisance regali: fu luogo di soggiorno, di feste, di incontri e avvenimenti politici e dinastici. La configurazione che oggi si può apprezzare è in effetti quella sei-settecentesca. Da qui Carlo Alberto promulgò il Proclama di Moncalieri (1849), con cui, sciolta la Camera dei Deputati, fece approvare alla Camera neocostituita la pace con l’Austria. Fu la residenza preferita di Vittorio Emanuele II (di cui ricorre il bicentenario della nascita). Maria Clotilde di Savoia (1843-1911), sua figlia primogenita – detta la “santa di Moncalieri” – abitò qui a lungo; così anche sua figlia Maria Letizia. Il Castello fu spogliato a più riprese dei suoi preziosi arredi; Vittorio Emanuele III lo cedette al Demanio di Stato e divenne poi sede dell’Arma dei Carabinieri.

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