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domenica, 26 Giugno 2022

Regionali, Berlusconi spinge Gilberto Pichetto

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Ormai lo sappiamo. Quando nel centrodestra c’è da prendere una decisione, ecco che rispunta magicamente Silvio Berlusconi. Così è stato e così è in Piemonte, dove il Cavaliere ha dato l’avallo alla candidatura di Gilberto Pichetto per le Regionali, in programma i prossimi 25 e 26 maggio.
Del resto, che fosse lui il probabile avversario di Sergio Chiamparino era cosa che si vociferava da settimane. Ex senatore in forza al Popolo della Libertà, ora vicepresidente della Giunta, assessore al Bilancio e coordinatore piemontese di Forza Italia, Pichetto è senza dubbio l’uomo forte del partito in Piemonte.
Adesso, dalla sua, ha anche il fondamentale benestare di Arcore, dove si è recato in occasione dell’analisi del “dossier Piemonte”, mai svolta prima a causa delle vicissitudini di Montecitorio e lasciata ferma in attesa che venisse votata la fiducia al nuovo governo. L’incontro tra Berlusconi e Pichetto, secondo indiscrezioni, avrebbe lasciato quest’ultimo con un preciso compito: convincere gli alleati di centrodestra a stringersi attorno a lui. Una strategia velata di malinconia per la recente defezione di Angelino Alfano tra le fila dei suoi fedelissimi? Il Cavaliere, in ogni caso, avrebbe insistito sul “tutti uniti”.
Lo sfidante dell’ex sindaco Chiamparino, da parte sua, non si fa certo pregare. Dichiara di aver trovato il Cavaliere «in splendida forma» e poi chiarisce la propria posizione. «Abbiamo fatto delle valutazioni sull’organizzazione del partito in Piemonte oltre ad aver esaminato il quadro politico nazionale ed europeo – dice – la sfida decisiva si concentrerà ovviamente sulle elezioni europee, sui comuni che eleggeranno il proprio sindaco e naturalmente sul voto della Regione». Poi ribadisce: «Come già detto in altre occasioni, se la scelta della coalizione ricadrà sul sottoscritto, sarò pronto ad accettare la sfida».
Non è così entusiasta il decaduto governatore leghista Roberto Cota. «Per il momento la questione delle candidature è ancora una discussione interna ai singoli partiti – afferma, con un piede sul freno – Quando sarà il momento di discutere a livello di coalizione, come Lega rappresenteremo in quella sede le nostre analisi e le nostre proposte».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 
 

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