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lunedì, 27 Maggio 2024

Rai Way, Berlusconi non molla l'osso

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Il brand di Rai Way, quantomai all’oggi, è eloquente: “Ray Way, tutto passa da qui”. Il riferimento è necessariamente all’offerta di pubblico acquisto presentata da Ei Towers, controllata di Mediaset, per le preziose antenne di Rai Way. La polemica si è nei giorni sopita ma la questione rimane sul tavolo, per quanto all’oggi non sia ancora chiara la dinamica che ha innescato la zampata della brigata di Silvio Berlusconi. Resurrezione politica berlusconiana per presentare il conto della rottura del Patto del Nazareno o agguerrita ambizione finanziaria del gruppo Mediaset comandato da Fedele Confalonieri & co.?
«Non esiste alcuna norma di legge che imponga il mantenimento del 51% del capitale di Rai Way in mano pubblica», scrive in una nota Ei Towers, dopo l’alt alzato dal governo Renzi dinnanzi all’opa presentata dalla controllata di Mediaset, che ha ripetuto che è «un’offerta valida e legittima», dicendosi ancora «convinta della valenza industriale del progetto». Sembra che la via imboccata sia quella della battaglia. Ei Towers sostiene che la disposizione provvedimentale a cui si riferisce la Rai è contenuta nel decreto del presidente del Consiglio dei ministri che stabiliva «a quella data e nel contesto della quotazione», il vincolo al mantenimento della quota del 51% in capo alla Rai.
L’allusione di Mediaset è alla legge numero 89 del 23 giugno 2014, che ha disposto la privatizzazione di Rai Way, e soprattutto dal dpcm del 2 settembre 2014, che ha individuato le modalità della dismissione. «L’opportunità di mantenere, allo stato» una quota non inferiore al 51%, secondo Mediaset, è la prova della relatività della maggioranza obbligata di Rai Way, laddove con un nuovo dpcm il ministero dell’Economia e delle Finanze potrebbe mostrare semaforo verde per il cosiddetto libero mercato. L’Antitrust ha già chiesto chiarimenti ad Ei Towers, seguendo le precisazioni fornite dalla Consob alla Rai, ma molto dipenderà dalla posizione che Matteo Renzi nel prossimo futuro confermerà o, ipotesi non così inconcepibile, andrà ad assumerere, soppesando i carichi pendenti nella lavagnetta degli amici e dei nemici della stagione.

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