14.5 C
Torino
lunedì, 19 Ottobre 2020

Quel moto d’orgoglio che è reazione, fiducia, voglia di riscatto

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Più letti

Nova Coop, 2,6 milioni di premio salario variabile collettivo ai dipendenti

NovaCoop, cooperativa piemontese di consumatori del sistema Coop, darà ai dipendenti un premio di salario variabile collettivo, che complessivamente supera i 2,6 milioni di...

Farinetti, Eataly: “Serve il prelievo forzoso sui conti degli Italiani per la ricostruzione”

Oscar Farinetti il proprietario Eataly, intervistato dal "Fatto Quotidiano", ha paventato una soluzione che secondo lui potrebbe risolvere il problema di come finanziare la...

Cronaca della notte di tensione al Caat

È tornata la normalità al mercato agroalimentare di Grugliasco, il Caat. Una notte difficile quella appena trascorsa. Una notte in cui la tensione ha...

“Italia ciao”, Povia cambia “Bella ciao” e fa infuriare gli antifascisti (VIDEO)

Il cantautore Giuseppe Povia, come aveva annunciato, ha rivisitato la canzone dei partigiani "Bella ciao", cambiando il testo in "Italia ciao". Una perfomance andata in...
Susanna De Palma
Susanna De Palma
Laureata in Scienze Politiche. Giornalista professionista dal 2009. Fin dagli anni del liceo collabora con alcuni giornali locali torinesi, come la Voce del Popolo e Il Nostro Tempo. Dal 2005, pur mantenendo alcune collaborazioni, passa agli Uffici Stampa:Olimpiadi 2006, Giunta regionale, Ostensione della Sindone. Attualmente giornalista presso l'ufficio stampa del Consiglio regionale Piemonte.

Con il voto di domenica 3 marzo, il Partito Democratico è entrato in un tempo nuovo. Un luogo inesplorato, tutto da costruire. Le primarie Pd non hanno rappresentato solo un voto politico, ma uno di quei momenti in cui tutto si ferma per poi ripartire.

Un momento in cui  ci si ritrova con regole nuove, categorie nuove e necessità di nuove chiavi di lettura e interpretazione, senza però dimenticare la propria identità, chi davvero si è e si vuole diventare.
Quando migliaia di elettori escono dalle proprie case per  mettere nero su bianco un pensiero, per ribadire delle parole chiare e rivendicare un senso comune di appartenenza, non si può parlare di voto di protesta o di pancia. Quello a cui abbiamo assistito è qualcosa di più: un voto ragionato, pensato, voluto.

- Advertisement -

Per mesi la nostalgia di “com’era un tempo il partito” ha attanagliato dirigenti e militanti impedendo un vero scatto in avanti. Si è assistito ad una retromarcia cosi repentina di fiducia da far credere che fosse impossibile immaginare un futuro diverso dall’esistente, costringendo pezzi di generazioni nell’angolo della rassegnazione  e costringendoli a rimpiangere qualcosa che forse deve solo ancora accadere.

- Advertisement -

Ma è adesso che bisogna cacciare i fantasmi del senso di colpa, dell’impotenza e della frustrazione di non poter cambiare il senso di marcia.
Oggi,  il Pd ha il vantaggio di aver capito chi sta dettando le regole, chi l’agenda, chi le parole d’ordine e le regole d’ingaggio.I numeri ci raccontano di un Partito Democratico che ha ancora voglia di fare una politica di massa, popolare, dicendo e facendo tutto quello che è necessario dire e fare.
I numeri dell’affluenza ai gazebo ci raccontano di un moto d’orgoglio che ha smosso migliaia di italiani in difesa di quegli ideali e valori derisi e  abbruttiti da chi oggi gode del senso di abbattimento e incertezza comune. In molti hanno compreso che non è più tempo di limitarsi a prendere atto della catastrofe e a precisarne i responsabili. C’è bisogno di uno sforzo comune per riaccendere una speranza, una prospettiva  per sentirsi rassicurati.

Il problema della sinistra non è stato la mancanza di risposte, ma essersi fatta le domande sbagliate e essersi fatta dettare l’agenda da altri. Gli equilibri cambiano. Le leadership si rinnovano. Ma gli obiettivi, la visione, quelli, devono essere chiari fin dall’inizio.
Adesso inizia una lunga traversata, fatta di progetti che devono essere portati a compimento, di ambizioni grandi e allineate alla cultura morale di una classe dirigente responsabile, appassionata, seria, perbene, competente.

Il  voto di ieri è reazione, è fiducia, è voglia di riscatto, è desiderio di ricominciare per affrontare quella che certamente è la sfida più dura di questo nostro tempo e che riguarda  il progetto di società, la qualità della vita e delle relazioni umane, la qualità della democrazia.

Articolo precedenteZingaretti è il nuovo segretario del Pd
Articolo successivoSo tutto io…
- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor
Nuova Società - sponsor per la tua pubblicità in questo spazio, contatta la redazione

Primo Piano

Covid, Pd Piemonte: “Icardi sfiduciato, Cirio in ritardo nel gestire emergenza”

Il Partito Democratico piemontese all’attacco della giunta regionale per la gestione dell’emergenza sanitaria. "Oggi Cirio in Commissione Sanità sostituisce l'assessore Icardi nelle...

Nuovo Dpcm, Appendino: “Sindaci non possono decidere chiusure da soli”

La sindaca Chiara Appendino commenta il nuovo Dpcm firmato ieri dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e che affida ai sindaci il...

Covid, sul palco va in scena la crisi dei lavoratori dello spettacolo: “Senza aiuto si chiude”

Cambiare palcoscenico, modificare il proprio modo di fare spettacolo, combattere contro burocrazie e difficoltà economiche e contro lo strabismo culturale di una...

Il Consiglio comunale torna in videoconferenza

Torna il consiglio comunale ma resta chiusa la Sala Rossa. Dopo il caso di positività al Covid di un consigliere M5s che...

Torino 2021, Salvini vuole il nome del candidato entro novembre

Vuole giocare d'anticipo Matteo Salvini nella corsa alle amministrative 2021 e vuole al più presto i nomi dei candidati. "Ho chiesto che entro...