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giovedì, 28 Ottobre 2021

“Preferisco perdere il lavoro che fare il vaccino”. Testimonianza di un No Vax

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Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

“Piuttosto mi faccio licenziare. Non ho nessuna intenzione di vaccinarmi e sono fermamente contraria al green pass. Uno strumento odioso e discriminatorio che esiste praticamente solo in Italia”. E’ questo il pensiero di Clara (nome di fantasia) da oltre venticinque anni impiegata in Comune, che aggiunge: “Non intendo nemmeno andare avanti facendomi un tampone ogni due giorni”. L’impiegata è ferma nel non piegarsi a quello che ritiene un diktat assurdo che dal 15 ottobre imporrà l’accesso al posto di lavoro solo con l’odiato green pass. 

“Se vi è un obbligo tutte le persone che subiscono danni conseguenti al vaccino dovrebbero essere assistite e retribuite da uno Stato, che volutamente sminuisce la correlazioni vaccino-malattie, e conosco gente che si è già licenziata per non sottoporsi a questa imposizione che ripeto di fatto non esiste nel resto del mondo”.

Per Clara siamo alla vigilia di un nuovo sistema, un nuovo ordine funzionale, un sistema dittatoriale ipertecnologico, in cui gradualmente dovrà scendere il numero della popolazione “e quanto ci viene iniettato non è un ordinario vaccino”. 

E le tante autorità vaccinate con i loro familiari? “Sono farse, si fanno iniettare acqua distillata” risponde senza esitazioni.

Inutile parlare dei riscontri sul Covid rispetto ai tempi del lockdown e di un quadro generale migliorato nelle case di riposo e nelle emergenze degli ospedali rispetto a seguito delle vaccinazioni di massa.  “I dati sono stati gonfiati ad arte per diffondere  paura da parte di istituzioni che scaricano sui cittadini tutte le responsabilità”. 

Ma ci sono sempre i tamponi?  “No. Può essere un caso eccezionale ma io mi rifiuto di andare avanti anche con quei test che a quanto pare hanno anche riscontri negativi e non risultano sempre così chiari”.

A Clara, convintamente no vax (anche se rifiuta questa etichetta in quanto ritiene che questi non siano vaccini come quelli di un tempo), chiediamo se ha preferenze politiche in queste amministrative: “non sono mai stata legata al mondo politico, anche se ho apprezzato i cinquestelle della prima ora, penso comunque che  in queste elezioni sia molto probabile che voti Ugo Mattei  che ritengo uno dei pochi davvero vicino alle mie posizioni e non uno dei tanti strumentalizzatori”.

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