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giovedì, 30 Maggio 2024

Piemonte, le prossime tappe del piano vaccinale

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

20mila vaccinazioni al giorno entro il mese di marzo. E’ l’obiettivo della Regione Piemonte che ha illustrato oggi le nuove fasi della campagna vaccinale, anche alla luce dell’ok al vaccino AstraZeneca arrivato ieri dall’Ema. 

Un traguardo reso possibile dall’attivazione di 136 centri vaccinali tra pubblici e privati e dal calcolo delle dosi disponibili in arrivo. “Ad oggi nei magazzini – ha sottolineato il governatore Alberto Cirio – abbiamo 104 mila dosi di AstraZeneca, 16.500 dosi di Moderna 28 mila di Pfizer. Inoltre conosciamo le quantità in arrivo nell’arco nel mese”. “

Sono ripartite le convocazioni – ha ricordato – ieri siamo andati un po’ sulla fiducia, ma avevamo avuto l’anticipazione da parte del ministro che si sarebbe potuto ricominciare oggi alle 15 con il vaccino AstraZeneca, e così è stato. Abbiamo dovuto riconvocare le persone e rimodulare il piano, per recuperare quanto perduto durante lo stop”. 

E proprio il caso AstraZeneca oltre a ritardi ha comportato un 10 per cento di defezioni da parte dei già prenotati. “Ma a Ema – ha rimarcato Cirio – bisogna credere: il suo parere arriva non perché lo chiede una Asl ma perché lo ha chiesto l’Europa. Dobbiamo ripartire con la campagna vaccinale con grande fiducia”.

Intanto le vaccinazione per gli over 80 sono in fase di conclusione, ed entro il 22 marzo tutti avranno terminato la prima dose e saranno convocati per la seconda. Mentre dal 29 marzo inizieranno le vaccinazioni anche per gli over 70.

Sono 1.205, ossia un terzo del totale, i medici di famiglia piemontesi disponibili a eseguire i vaccini anti Covid-19. Di questi, 805 hanno già specificato di volersi appoggiare alle strutture di medicina di gruppo e alle Asl, mentre 400 hanno messo a disposizione il proprio ambulatorio.

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