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lunedì, 27 Maggio 2024

Perquisizioni e domiciliari per i No Tav. “Intimidazioni, risponderemo come merita”

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Due attivisti No Tav sono stati messi agli arresti domiciliari dai carabinieri e per altri quattro è scattato l’obbligo di firma, che, secondo l’accusa, avrebbero partecipato, lo scorso 17 settembre a Bussoleno, nel torinese, all’assedio di due auto dell’Arma.

Per tutti i reati contestati sono concorso in minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le proprie generalità.

All’iniziativa, che aveva causato l’interruzione del traffico sulla strada statale 25, avevano partecipato circa 30 persone. Dopo il rientro da una manifestazione contro il cantiere di Chiomonte, i carabinieri sostengono che sue loro pattuglie, una della compagnia di Susa e una seconda della stazione di Condove, vennero circondate.

Sempre secondo gli inquirenti gli attivisti destinatari delle misure avevano oltraggiato e gravemente minacciato i militari, rifiutando di farsi identificare e interrompendo il traffico sulla strada.

Differente invece il racconto del movimento No Tav su quanto accaduto quella sera: «L’episodio incriminato è un’azione di solidarietà svoltasi a Bussoleno a seguito di una cena del Nucleo Pintoni Attivi, in Clarea, quando un attivista li presente era stato fermato in paese per un “controllo” e diversi altri No Tav, saputa la notizia, erano accorsi per vedere cosa stesse capitando senza però mai far precipitare la situazione – spiegano dal movimento – la militarizzazione di quel giorno della Valle dopo l’iniziativa degli NPA»

«l’azione giudiziaria di oggi hanno il sapore dell’intimidazione verso chi continua a mantenere costante l’iniziativa in Clarea, ma sapremo rispondere come merita», concludono.

L’inchiesta è coordinata del sostituto procuratore di Torino Andrea Padalino.

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