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giovedì, 18 Luglio 2024

Il bicchiere dell’Appendino

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Andrea Doi

Bicchiere mezzo vuoto: secondo i numeri perderà al ballottaggio. Bicchiere mezzo pieno: i numeri oggi dicono 32%, tre mesi fa dicevano 28%. Che Chiara Appendino piaccia ai torinesi non è un segreto. La gente nei bar, sui mezzi pubblici, per strada davanti a un disagio o una buca non impreca più utilizzando il famigerato “governo ladro”. Lo ha sostituito «questa volta voto Chiara».

Piace perché è, nell’ordine, «intelligente, bella e mamma» e perché «Torino deve cambiare». Bocconiana, che non ha mai frequentato la scuola di Hogwarts, dove invece si è diplomato Harry Potter.

Un altro enfant prodige, «giovane» come l’Appendino. Ma lui è un mago. Lei no, non possiede la bacchetta magica per trasformare i guai (troppi) di questa città in soluzioni. Difficile, quasi impossibile farlo capire a chi, adesso, quando ancora siamo a mesi di distanza da un seggio, stravede per chi «cambierà questa città di vecchi».

Cinque anni fa il “colpo”, diventa consigliere comunale, dopo un solo anno da quando ha incominciato a far politica. In Sala Rossa («dove?») niente di memorabile. Pochi interventi degni di nota e qualche assenza di troppo, soprattutto se messa a confronto del sempre presente, nonché suo compagno di partito, Vittorio Bertola.

Però ci sa fare: lo capisci quando incomincia prima di tutti la campagna elettorale vendendo panettoni in piazza Castello. Ed erano tante le persone in coda quei fine settimana per comprarne uno. I soldi raccolti, dicono dai Cinque Stelle, sono stati utilizzati per pagare i manifesti.

Piace ai torinesi, facciamocene una ragione.

Lo dimostrano le percentuali che la vedono avanzare, ma non scalfire la corazzata Fassino, nella corsa a sindaco del capoluogo piemontese. Secondo i sondaggi della trasmissione di La7 Piazza Pulita Piero Fassino vincerebbe al ballottaggio con il 52%, contro il 48% della candidata del M5s. (articolo continua dopo la foto)

piazapulitasondaggio

Già, al secondo turno. Che si arrivi a quel punto è ormai scontato.

Fassino infatti al primo turno prenderebbe il 46%, l’Appendino il 32% e gli altri (i vari candidati di centrodestra e la sinistra di Giorgio Airaudo) il 22%. Insomma destino già scritto. Perderà.

Ma la Chiara che «piace perché sorride» non si preoccupa e commenta su twitter la schermata di Piazza Pulita: «I numeri non mi interessano, il mio obiettivo è ravvicinare quel 46% alla politica e ridargli Torino», scrive. Mentre gli viene fatto notare che bisogna essere contenti visto che nel 2014 il M5s prese il 21% e che solo tre mesi fa i pentastellati avevano il 28%.

Insomma questione di come uno vede il bicchiere…

 

Post scriptum, visto che parliamo di numeri: i virgolettati «questa volta voto Chiara», «intelligente, bella e mamma», «Torino deve cambiare», «giovane», «cambierà questa città di vecchi», «dove?», «piace perché sorride» sono stati raccolti dal cronista tra via Po e via Garibaldi, grazie alle opinioni di otto torinesi. In venti minuti…

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