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sabato, 18 Maggio 2024

Pd, ora serve una sinistra politica, sociale e cattolica

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Con l’approvazione della prossima legge elettorale cambierà in profondità anche il sistema politico italiano. Il premio di maggioranza alla lista, cioè al partito, inesorabilmente darà vita a due grandi partiti contenitori che si contenderanno la vittoria elettorale. Due grandi partiti, cioè due grandi cartelli elettorali il cui successo sarà appaltato prevalentemente al carisma del capo partito, ovvero al leader.
E’ uno scenario facilmente immaginabile visto il profilo dei partiti contemporanei e, soprattutto, visto il peso determinante delle leadership nella politica attuale. Ma, e questo è il dato politico più rilevante, in questi futuri partiti-contenitori il pluralismo culturale interno sarà un dato strutturale. A prescindere dal ruolo che eserciterà il leader del partito. E, per restare al campo del centro sinistra, c’è un aspetto che si può da subito mettere in campo. Se il Pd, com’è evidente, resta sostanzialmente un partito di centro sinistra, è sempre più necessario che al suo interno si formi una vera sinistra politica, sociale e anche cattolica. Una sinistra non salottiera, classica, nostalgica o retriva. Ma una sinistra che sappia intercettare una domanda di cambiamento, di avanzamento sociale e di valori che non può essere sacrificata sull’altare della intoccabilità o della esaltazione quotidiana del leader del partito. Una sinistra, appunto, politica, sociale e cattolica, che marchi una posizione nell’attuale Pd e nel futuro “partito della nazione” e che contribuisca, al contempo, a conservare i tratti originari ed essenziali dello stesso Partito
democratico. Cioè un partito plurale, riformista e fortemente democratico al suo interno. Un partito che non può rinunciare ad un profilo che, sin dall’inizio, ha contraddistinto la formazione di un soggetto che dopo l’esperienza dei partiti della prima repubblica ha fatto della confluenza di alcuni filoni di pensiero riformisti e democratici la sua cifra ideologica.
E questo non solo perchè il Pd ormai si caratterizza sempre più come un partito fortemente correntizzato dove l’organizzazione delle varie aree culturali, seppur mescolate e variamente articolate, è ormai diventato un fatto strutturale e quasi costitutivo. E, del resto, proprio in queste settimane si annuncia la formazione di nuove correnti variamente giustificate ma pur sempre motivate dal fatto che un grande partito plurale deve restare tale. Al di la’ e al di fuori del ruolo della leadership di partito.
E una sinistra politica, sociale e cattolica non solo risponde ad una precisa domanda di rappresentanza politica da parte di mondi che, a tutt’oggi, non riescono a trovare una adeguata canalizzazione politica ma è necessaria anche per ridare fiato e corpo ad una politica che è nelle corde del riformismo democratico del nostro paese e che negli ultimi tempi è sbandata paurosamente.
E questo senza alcun rimpianto, senza alcuna nostalgia e senza alcun ritorno del “vecchio”.

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