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venerdì, 19 Luglio 2024

Pd ed elezioni, non è cambiato nulla..

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Giorgio Merlo

Dunque, non e’ capitato nulla. Come era facile prevedere. Ne’ a livello nazionale, ne’ a livello locale. Torinese, piemontese o romano che sia. La recente sconfitta/ disfatta elettorale e’ passata quasi inosservata negli organismi di partito. Il dibattito politico che un tempo animava i partiti – ovvio, quando c’erano i partiti e non i semplici comitati elettorali contemporanei – e’ ormai un pallido ricordo del passato.

Un dibattito che, soprattutto dopo le fisiologiche e del tutto naturali batoste elettorali, era un fato normale. Ma non solo per individuare ovvie e scontate responsabilità personali o collettive, ma soprattutto per capire le ragioni politiche della sconfitta politica e per cercare, al contempo, di individuare strategie e linee capaci di favorire una rapida inversione di rotta. Oggi nulla di tutto ciò. Molto più semplicemente, o si finge che non e’ capitato nulla – “una
serie di accadimenti casuali e di risultati difficili da commentare” – o ci si impegna, piu’ a livello locale, di “voltare pagina” e di “aprire una nuova fase”. Con tutta la retorica del caso, ormai conosciuta a memoria, di superare le correnti, di rafforzare la dimensione programmatica, di aprire le porte del partito, di valorizzare la militanza, di ripartire dai circoli e bla, bla, bla.
Ora, senza infilarsi nelle dinamiche interne sempre cariche di pregiudizi personali e di ricerca del responsabile della momentanea sconfitta elettorale, l’unica e vera priorita’ politica di oggi – almeno per il Pd – resta quella di riprendere il profilo e la tradizione del “partito comunita’”. Cioe’ di un partito che discute al suo interno, che non teme di scavare le ragioni della sconfitta, che crede nella democrazia interna e che, soprattutto, non teme il confronto politico. Anche duro, ma sempre ispirato alla schiettezza e al rispetto reciproco. Elementi, questi, che oggi sono decisamente fuori
moda e fuori luogo perche’ l’unica preoccupazione resta sempre e solo quella di non entrare in collisione con il “leader” e quindi di non intralciare il suo progetto politico.

Ma, comunque sia, continuo a ritenere che le ragioni della politica e della democrazia sono piu’ forti delle mode e delle contingenti convenienze. Che sono sempre e solo transitorie e momentanee.

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