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lunedì, 21 Settembre 2020

Palestre della salute in Piemonte, l'ostruzionismo grillino fa saltare la legge

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Un brusco stop per la proposta di legge regionale sulle “palestre della salute”. Infatti durante la seduta congiunta delle commissioni cultura e sport il Movimento 5 stelle ha ribadito i dubbi già precedentemente espressi e proseguito con l’ostruzionismo sulla proposta di legge 231 presentando numerosi emendamenti. Con il risultato che i presidenti di commissione Daniele Valle e Domenico Rossi hanno deciso di interrompere la discussione sull’istituzione di palestre dove l’attività sportiva per persone con problemi di salute è seguita oltre che da istruttori anche da medici.
Secondo quanto proposto dal Pd invece solo gli obiettivi condivisi dalle differenti forze politiche saranno oggetto di un ordine del giorno che verrà presentato e votato in aula entro al fine dell’attuale consigliatura. Proposta a cui anche i grillini Davide Bono e Francesca Frediani si sono detti favorevoli.
«Il M5S ha affossato un buon testo già condiviso con l’ambiente sanitario e sportivo che voleva estendere il numero dei cittadini praticanti l’attività fisica. Con questa legge l’attività fisica avrebbe avuto la dignità terapeutica al pari di un farmaco e si sarebbero istituzionalizzati gli Stati Generali dello Sport e del Benessere e la Settimana dello Sport» hanno dichiarato la vice presidente del consiglio regionale Angela Motta e il presidente della commissione cultura Daniele Valle.
Non nasconde la sua rabbia invece il senatore Mauro Laus che era stato primo firmatario della proposta di legge quando sedeva tra i banchi del consiglio regionale. «Se non ci sarà un ripensamento su questa inversione a “U” sul disegno di legge “palestre della salute” si avranno, per quello che mi riguarda, pesanti ripercussioni sulle prossime elezioni regionali. La maggioranza tenga fede agli impegni politici presi e non se li rimangi solo perché il primo firmatario oggi è Senatore e non consigliere. Se il M5S minaccia ostruzionismo, si chieda il contingentamento».
«Che l’attività fisica sia anche sinonimo di salute e di prevenzione è convinzione universale – ha proseguito Laus – Tutti d’accordo, ma poi bisogna tradurre le parole in fatti e oggi il Piemonte, abbandonando la volontà di mettere a sistema tutto questo attraverso il proseguimento in Consiglio regionale del disegno di legge, ha dimostrato superficialità politica e approssimazione. Quando non passa una legge la responsabilità è della maggioranza non dell’opposizione».
Il senatore Dem ha poi ribadito la sua convinzione dell’importanza e correttezza della legge: «Mi impegnerò ad andare in ogni angolo del Piemonte a spiegare quali fossero i contenuti della legge e quali opportunità e ricadute sanitarie, sociali ed economiche la nostra regione si sia lasciata sfuggire con cosi tanta leggerezza. Mancava tanto cosi dal poter trasformare la prescrizione dell’esercizio fisico in strumento di prevenzione e terapia delle malattie croniche, eppure, neanche su un obiettivo cosi trasversale come la salute dei cittadini,  si è stati in grado di spingere l’acceleratore. Le forze politiche di opposizione e maggioranza dovranno rispondere ai territori, al mondo sanitario e sportivo, da sempre al fianco di questa proposta, anche delle mancate ricadute occupazionali che ci saranno. Stoppare palestre salute vuol dire infatti stoppare anche il coinvolgimento di importanti professionalità specifiche come i medici dello sport e operatori con diploma Isef o laurea in Scienze motorie».

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