10.8 C
Torino
sabato, 24 Ottobre 2020

Quando lo zar Nicola II soggiornò a Racconigi

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Più letti

Nova Coop, 2,6 milioni di premio salario variabile collettivo ai dipendenti

NovaCoop, cooperativa piemontese di consumatori del sistema Coop, darà ai dipendenti un premio di salario variabile collettivo, che complessivamente supera i 2,6 milioni di...

Farinetti, Eataly: “Serve il prelievo forzoso sui conti degli Italiani per la ricostruzione”

Oscar Farinetti il proprietario Eataly, intervistato dal "Fatto Quotidiano", ha paventato una soluzione che secondo lui potrebbe risolvere il problema di come finanziare la...

Cronaca della notte di tensione al Caat

È tornata la normalità al mercato agroalimentare di Grugliasco, il Caat. Una notte difficile quella appena trascorsa. Una notte in cui la tensione ha...

“Italia ciao”, Povia cambia “Bella ciao” e fa infuriare gli antifascisti (VIDEO)

Il cantautore Giuseppe Povia, come aveva annunciato, ha rivisitato la canzone dei partigiani "Bella ciao", cambiando il testo in "Italia ciao". Una perfomance andata in...
Redazione
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Scritto da Gabriele Richetti
L’autunno del 1909
In un autunno come tanti altri, Racconigi, il Piemonte e l’Italia intera si apprestavano ad ospitare uno dei più grandi sovrani dell’epoca e della Storia.
In quell’ottobre 1909, che colorava le colline piemontesi come aveva fatto nelle stagioni precedenti e come avrebbe fatto, con la stessa bellezza, in quelle successive, lo zar di tutte le Russie, Nicola II Romanov, era in viaggio verso Torino.
Il castello di Racconigi
La visita aveva in primis lo scopo di rafforzare l’alleanza (e la sincera amicizia) tra Nicola e Vittorio Emanuele III, che era stato a San Pietroburgo nel 1902. In secondo luogo, i sovrani avrebbero potuto discutere, al riparo da occhi indiscreti, della questione balcanica e della crescente influenza austriaca in quella zona.
Lo zar, ignaro, ovviamente, di quanto sarebbe successo alla Russia e al Mondo (e alla sua famiglia) da lì a qualche autunno, sarebbe stato ospite del re Vittorio Emanuele II a Racconigi. Non era una location qualunque: spesso residenza estiva dei Savoia, il castello di Racconigi aveva già avuto l’onore di accogliere molti personaggi giunti in visita ai reali d’Italia. Si trovava inoltre lontano dalle questioni politiche di Roma, rappresentando una dimora più intima e famigliare.
Il tragitto scelto dallo zar
Sorprende il percorso scelto da Nicola II per raggiungere la meta piemontese: pur di evitare il territorio della rivale Austria, lo zar aveva allungato di circa 3.000 chilometri il tragitto che il treno imperiale avrebbe percorso.
Ad un più sensato Russia-Vienna-Verona-Milano-Torino, Nicola aveva preferito partire da Varsavia, attraversare Germania e Francia e giungere a Torino passando da Bardonecchia. Qualsiasi cosa pur di non passare sul suolo austriaco, insomma.
L’Illustrazione Italiana così descrive gli ultimi chilometri del viaggio nel tratto italiano:
“Da Bardonecchia a Torino e Racconigi il viaggio è riuscito completamente. Vi erano, è vero, su un percorso di 130 chilometri di ferrovia, non meno di undicimila uomini distribuiti in servizio di pubblica sicurezza, ma chi avrebbe perdonato al governo se, per mancanza di vigilanza, qualche matto o mattoide imbevutosi di tutte le scempiaggini sovversive predicate contro lo zar in manifesti distribuiti in larga mano, avesse avuto libero agio di perpetrare qualche pazzesco attentato o di usare qualche villania?”
Il tono del trafiletto, in pieno stile di inizio novecento, può apparire pomposo, ma la ferita lasciata dalla morte del re Umberto I per mano dell’anarchico Gaetano Bresci era ancora decisamente fresca.
D’altra parte, in quei giorni gli anarchici torinesi erano impegnati nella distribuzione in via Sacchi di manifestini polemici che recitavano: “Giunge a Racconigi passando per Torino il truce e sanguinario tiranno, sanguisuga opprimente e assassino del proletariato russo. Noi non gli diamo in alcun modo nessun benvenuto. Viva l’anarchia, viva Bresci!”. Meglio non correre rischi.
A Bardonecchia, al passaggio del treno imperiale dopo la galleria del Fréjus, l’esercito intona le note dell’inno russo e la compagnia d’onore presenta le armi. A Moncalieri, i gendarmi vietano agli abitanti di affacciarsi alle finestre vicino ai binari e li obbligano a rimanere in casa per evitare qualsiasi tipo di imprevisto.
Quasi come un turista qualunque
Nicola II, giunto a Torino, visita la Basilica di Superga e le tombe dei Savoia, rimanendo colpito, raccontano le cronache del tempo, dai colori che l’autunno dipinge sulle colline torinesi.
Una volta raggiunta Racconigi, il 23 ottobre 1909, dove si fermerà tre giorni, lo zar prosegue per Bra, Sommariva, Carmagnola e Pollenzo.
Lo zar parla in russo con la regina Elena, in inglese con Vittorio Emanuele III, mentre con Giolitti preferisce usare il francese. Al banchetto ufficiale, elegante nella divisa del reggimento Preobrazenskij, sfoggia il Collare dell’Annunziata ricevuto in dono da Vittorio Emanuele, anch’egli in uniforme militare. La regina Elena esibisce un diadema di diamanti, mentre l’orchestra esegue alla perfezione l’Inno russo, lungamente provato nelle settimane precedenti.
Un cronista de l’Illustrazione Italiana così descrive lo zar, per soddisfare la curiosità di centinaia di lettori: “Ecco: è un uomo di media statura, dal portamento marziale e svelto nelle movenze; il suo volto ovale è regolarissimo e di un pallore quasi cereo; una barba castana e rada lo incornicia e ne addolcisce la linea. Nell’occhio azzurro, lungo e tagliato a mandorla, il cui sguardo non ho potuto che afferrare per un attimo, mi è parso di scorgere un velo di tristezza. Più che la forza e la volontà, il suo viso e la sua figura esprimono la fatalità; è in lui qualche cosa di misterioso e d’immobile; qualcosa di solenne, come le immagini dipinte sulle mistiche icone”.
Nicola II, dopo il soggiorno a Racconigi, farà ritorno in Russia. Nessuno, in quei giorni di pacata euforia, avrebbe potuto immaginare che di lì a qualche anno una guerra mai vista avrebbe cambiato la Storia del Mondo e della Russia, ponendo fine tragicamente e con violenza alla dinastia dei Romanov e alla vita dello zar e di tutta la sua famiglia.

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor
Nuova Società - sponsor per la tua pubblicità in questo spazio, contatta la redazione

Primo Piano

Covid, coprifuoco in Piemonte: ecco il modulo per gli spostamenti

Con l'ordinanza che introduce il coprifuoco dalle 23 alle 5 del mattino anche il Piemonte torna l'obbligo di autocertificazione per gli spostamenti...

Coronavirus, ora ufficiale: coprifuoco anche in Piemonte

Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi della pandemia, su tutto il territorio della Regione Piemonte a partire da lunedì 26...

Coronavirus, Piemonte oltre 2000 i contagiati, 9 decessi

Nove decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall'Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 1 verificatosi oggi. Il...

Covid, coprifuoco in Piemonte dalle 23 alle 5

Anche il Piemonte, dopo altre regioni italiane, si prepara al coprifuoco. Da lunedì prossimo, dalle 23 alle 5 del mattino saranno vietati...

Lutto nella politica torinese: è scomparso Giusi La Ganga

E' morto questa mattina a 72 anni Giusi La Ganga, personaggio di spicco della politica torinese. Lo annuncia il Partito Democratico con...