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giovedì, 23 Maggio 2024

No Tav: “La madamina si Tav era pagata da Telt”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Nel novembre 2018 un gruppo di donne vestite di arancione scesero in piazza per gridare il loro si alla Torino-Lione. Furono battezzate “Madamine”, espressione della nuova “società civile” che si esprimeva a favore dell’Alta velocità proprio nel momento in cui il primo governo Conte la stava mettendo in dubbio. 

Eppure quello che sembrava un movimento spontaneo nato dall’intraprendenza di un gruppo di signore avrebbe in realtà una natura ben diversa e più calcolata. Questo secondo quanto denuncia il sito Notav.info che, carte alla mano, afferma come Simonetta Carbone, una delle “madamine”, sarebbe stata pagata dalla Telt, la società incaricata di realizzare la Torino-Lione. 

“È proprio quello che abbiamo scoperto spulciando i dati degli appalti assegnati da Telt. Simonetta Carbone, presentata all’epoca come “esperta di pubbliche relazioni” dalle agiografie dei principali quotidiani, aveva ricevuto pochi mesi prima delle piazze si tav un contratto da 90.000 euro per la società di cui è fondatrice e socia unica (l’appalto è visibile a questo indirizzo https://dati.anticorruzione.it/…/dettaglio_cig/ZBC24B2382 )” scrivono i No Tav.

Insomma, dietro ai flashmob arancioni a cui avevano aderito anche partiti politici e associazioni di categoria e che sembravano rivaleggiare con i No Tav nel riempire le piazze ci sarebbe stata un’oculata azione di marketing. 

“Detto altrimenti, a due anni di distanza viene fuori che uno degli snodi fondamentali della politica recente del nostro paese – un evento che ha contribuito tra l’altro a calpestare la volontà della Val Susa, regalarci la più grande devastazione ambientale dell’arco alpino degli ultimi 30 anni, far cadere un governo e condannare a ulteriori misure restrittive della libertà personale i Notav – non era altro che una pantomima con figuranti e claque” concludono i No Tav, che domani in occasione del Primo Maggio saranno in piazza a Torino per una manifestazione. 

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