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giovedì, 6 Maggio 2021

Maxiprocesso No Tav, avvocato di Stato: “Carabiniere sequestrato e torturato”. Chiesto reato di terrorismo

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Nonostante la Procura abbia a suo tempo aperto un fascicolo contro ignoti, ora Mauro Prinzivalli, avvocato dello Stato e parte civile al maxiprocesso contro i No Tav, che vede imputate 53 persone, denuncia che su un episodio avvenuto il 3 luglio 2011 in Val di Susa non si è indagato abbastanza.
Il legale che rappresenta il Ministero dell’Interno, dell’Economia e della Difesa si riferisce alla vicenda del carabiniere rimasto isolato dal suo gruppo e finito in mezzo ai No Tav. Durante la collutazione con i manifestanti, il militare perse l’alrma, ritrovata e riconsegnata alle forze dell’ordine. Il carabiniere dopo 400 giorni di malatia andò in congedo. Secondo Prinzivalli il vicebrigadiere dell’Arma sarebbe stato «sequestrato» e «torturato». Per quanto riguarda le indagini l’avvocato di parte civile sostiene che gli autori del presunto rapimento sarebbero di facile identificazione: «Gli autori sono evidenti – dice – altri sono occulti, ma individuabili». Il legale inoltre chiede che vengano riconosciuti «4omila euro a titolo di rivalsa per le spese sostenute» e anche che il tribunale trasmetta le carte in Procura per nuove imputazioni. Infatti, secondo Mauro Prinzivalli si potrebbe ipotizzare il reato di sequestro a scopo di eversione.

 

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