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mercoledì, 29 Maggio 2024

Maurizio Allione ringrazia i carabinieri: “Sono innocente e loro lo hanno dimostrato”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Alle volte sembra di aver ricomposto tutti i tasselli della vicenda ma in realtà come in ogni caso di cronaca nera la tela del ragno è più fitta di quanto ci si aspetti. Il rischio è di dare per scontato ma alla fine ci si ritrova con un pugno di mosche in mano e con tanti interrogativi che non hanno avuto risposta. Maurizio Allione per tutti era il killer, vox populi vox dei, e noi stessi cronisti abbiamo rispolverato i vecchi casi per avvallare questa tesi: l’assassino doveva per forza essere uno di famiglia.
Ma nella notte la svolta, con il fermo di un uomo che nulla ha a che vedere con l’albero genealogico degli Allione. A Caselle Torinese, un piccolo paese famoso perché ospita l’aeroporto del capoluogo piemontese, tutti dormono. Anche il traffico aereo. E proprio Guido Palmieri confessa di essere lui l’assassino.
Qui in questo piccolo centro del canavese la paura ormai da domenica scorsa correva per le strade e nella case, da quando in via Ferrari 13, una villetta come tante, sono stati ritrovati i corpi senza vita di Claudio Allione, Maria Angela Greggio ed Emilia Campo Dall’Orto.
Una strage. Quasi immediatamente tutti i riflettori puntano sul figlio Maurizio, interrogato per oltre dieci ore lunedì scorso, e per cinque ore ieri. E gli elementi per costruire una storia già vista c’erano tutti: lui disoccupato, litigi in famiglia, una fidanzata che gli ha fatto perdere la testa al punto da fargli cambiare completamente vita, quei cento grammi di marijuana, i tanti soldi e quell’eredità che rischia di non arrivare. Anche il ritrovamento delle tazzine puzzava di bruciato. Troppo strano e ricorda quel telefonino bruciato rinvenuto dallo zio di Sarah Scazzi Michele Misseri, nell’omicidio di Avetrana. Così la trama sbagliata viene intessuta, filo dopo filo, traccia dopo traccia.
È stato ascoltato a lungo Maurizio, sempre come persona informata dei fatti e come unica che potesse ricostruire i rapporti e le dinamiche familiari. Il solo dunque che potesse fornire una pista da seguire agli investigatori. Nomi su cui indirizzare le indagini.
E così è stato. Perché dopo la giornata di rilevamenti dei Ris di Parma e il ritrovamento di due tazzine da caffè e di un guanto di lattice individuato grazie al figlio in strada Campesano dove si trovava con la fidanzata per far passeggiare i due cani lupi, nella notte, come detto, è arrivata la svolta e non è quella che tutti si aspettavano: a confessare il triplice omicidio è stato il convivente della ex colf degli Allione, Giorgio Palmieri. Alla base della lite sfociata nell’uccisione dei tre ci sarebbe il licenziamento della donna Dorotea De Pippo.
E così le ombre che in questi giorni erano calate sul giovane che viveva con la fidanzata Milena nel quartiere Falchera di Torino sono state spazzate via.
«Sono innocente, lo sono sempre stato. I carabinieri e i magistrati hanno fatto un ottimo lavoro, non ho mai dubitato in loro». Con queste parole Maurizio ha accolto in lacrime la notizia del fermo dell’uomo: «Grazie ai carabinieri. Ho capito il lavoro che hanno dovuto fare. Sono contento».
«Sono sempre stato convinto – aggiunge Maurizio – che credessero nella mia innocenza».
A parlare è anche il suo avvocato Stefano Castrale: «Maurizio non pensava che a compiere questo delitto potesse essere stato l’uomo fermato oggi, ma ha collaborato con gli inquirenti al cento per cento, nel senso che ha fornito loro tutte le informazioni necessarie, nel modo più dettagliato possibile, sulla famiglia e sulle persone che vi gravitavano intorno, contribuendo ad arrivare alla verità».
«Grande soddisfazione – dice – per le attività di indagine svolte dai carabinieri e dal pubblico ministero in collaborazione con il figlio».
Vengono spazzate via anche quelle voci di chi lo conosceva bene prima che si fidanzasse con Milena: «Era cambiato girava in un brutto giro». Insomma probabilmente non era cambiato Maurizio. Anche se forse sono proprio questi tasselli che avevano contribuito a metterlo in cattiva luce, per fortuna gli investigatori e gli inquirenti e le indagini non sono andati in una direzione che si è poi svelata sbagliata.

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