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mercoledì, 29 Maggio 2024

Maternità surrogata: cos’è e com’è il processo?

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Ogni anno moltissime coppie, ma anche persone single, desiderano avere un figlio. Ma non sempre ci si riesce con facilità. A volte proprio per la mancanza di un partner, altre per motivi fisiologici. 

Quando il desiderio di maternità o paternità è forte, però, si possono cercare soluzioni alternative per riuscire comunque ad avere quel bimbo che tanto si desidera. E per fortuna, in questo senso, il progresso scientifico da una grande mano. 

Da un po’ di anni, ad esempio, si sente parlare molto di maternità surrogata come pratica a cui fare ricorso quando si desidera ma non si riesce ad avere un figlio con i metodi naturali. Vediamo in che cosa consiste.

Cosa è la maternità surrogata?

Per maternità surrogata si intende una tecnica di riproduzione assistita in cui alla donna viene impiantato un embrione che non ha alcuni legame genetico con lei. Ovvero, ovulo e spermatozoi appartengono alla coppia di genitori o a dei donatori, mentre si richiede a un’altra donna solo di gestire la gravidanza. 

In Italia questo processo viene chiamato in gergo “utero in affitto”: per far capire come tra la donna incinta e il patrimonio genetico del bimbo che nascerà non c’è alcun legame, ed essa sta solo ospitando il feto. 

La maternità surrogata può avere diversa natura da un punto di vista degli accordi che vengono presi tra i genitori e la madre surrogata: può essere altruista, nella misura in cui la donna si presta alla pratica senza richiedere un compenso, oppure frutto di una vera e propria trattativa commerciale per cui la gestante viene pagata come compenso del suo impegno nella gravidanza. 

Capiamo dunque come si tratti di un processo complesso da un punto di vista medico: per questo è sempre meglio rivolgersi a dei professionisti del settore quando si decide di percorrere questa strada. 

Ma la maternità surrogata ha anche tante implicazioni da un punto di vista giuridico e legislativo, anche perchè l’approccio a questa pratica è legiferato in ogni Paese in maniera diversa. 

Cosa dice la legge italiana

L’ordinamento italiano ha una precisa legge dedicata alla questione: l’articolo 12, comma 6, della legge 40/2004 che vieta la maternità surrogata. Per questo in Italia non può essere praticata dai centri medici. E sempre per lo stesso motivo la maggior parte degli italiani che desiderano un figlio con questa tecnica vanno all’estero. 

La stessa giurisprudenza però ha dovuto adattarsi al numero crescente di italiani che scelgono la strada dell’estero. Così una recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che madri o coppie che si affidano alla maternità surrogata all’estero non sono perseguibili in Italia se nel Paese a cui ci si rivolge è ammessa questa pratica.

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