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sabato, 18 Maggio 2024

Marcenaro lascia la presidenza del Museo della Resistenza

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Pietro Marcenaro si è dimesso dalla carica di presidente del Museo Diffuso della Resistenza di Torino. L’ex parlamentare lo ha annunciato all’assemblea che ha approvato il bilancio consuntivo 2016.

«È stato un onore per me, in questi anni – spiega in una lettera ai soci – cercare di contribuire a tenere in vita una istituzione come il Museo che occupa nella identità di Torino e nella coscienza dei cittadini uno spazio molto maggiore di quello che gli è riservato nei bilanci delle istituzioni che lo sostengono. Ringrazio il Direttore e tutte le persone che al Museo lavorano e hanno lavorato e che hanno garantito, col loro impegno, che a una drastica riduzione delle risorse non corrispondesse un crollo dell’offerta culturale del Museo e della sua qualità. Non sarebbe giusto, né per loro né per la città, che questo patrimonio di competenze e di passione venisse logorato e disperso. Con le mie dimissioni anticipate intendo sottolineare che per il Museo, per la sua continuità, per evitare un declino silenzioso ma irreversibile, è giunta l’ora delle scelte».

«A tanti anni di distanza dalla sua fondazione, e in presenza di un contesto nuovo e potenzialmente più favorevole come quello definito dalla nascita del Polo del ‘900 missione e progetto del Museo devono essere riesaminati e rilanciati», afferma Marcenaro.

«Confido che le mie dimissioni e la scelta del mio sostituto possano essere l’occasione – sottolinea Marcenaro – per avviare concretamente questo riesame e questo rilancio. Confido che le istituzioni della Città e della Regione, che sono informate della situazione e dei problemi che è necessario affrontare, vogliano assumersi rapidamente le loro responsabilità, da un lato per garantire le risorse necessarie alla continuità del Museo, dall’altro per indicare e cominciare a percorrere la via del cambiamento necessario».

Oltre ai soci la lettera indirizzata alla sindaca di Chiara Appendino, al presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, agli assessori alla Cultura del Comune e della Regione.

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