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mercoledì, 22 Maggio 2024

Lista Tsipras, minestrone italiota

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Si scaldano i motori della campagna elettorale, in vista della elezioni europee del prossimo 25 maggio. In Italia vanno ancora di moda le scopiazzature delle esperienze riuscite altrove, e le carrozzine disgiunte della sinistra italiana non si sono fatto mancare l’occasione di aggrapparsi alla speranza dell’ultimo salvagente per tentare di rimanere a galla nel circuito della rappresentanza.
La global crisis esplosa sul finire del 2007 ha travolto i 4 angoli del mondo, manifestandosi come uno squilibrio sistemico che sta mettendo a dura prova il puzzle del finanzcapitalismo. La Grecia è stata una delle vittime eccellenti della crisi, minacciata dal bailout e quindi amministrata dalla Troika (Unione Europea, Fondo Monetario Internazionale e Banca Centrale Europea). Nel contesto greco è nata Syriza, l’esperimento della sinistra istituzionale che i sondaggi elettorali definiscono riuscito, guidata da Alexis Tsipras.
“Facciamo come in Grecia”
In Italia s’annida il vecchio vizietto da provincia dell’Impero: quello che viene detto e fatto altrove è spesso un modello da imitare per risolvere le faccende grandi e piccole di casa nostra, nonostante (alla fine dei giochi) resista lo spirito conservativo delle peculiarità nostrane. La si aspettava un’invenzione del genere dal circuito della sinistra, dopo il fallimento della Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia, visto l’avvicinarsi delle differenti tornate elettorali: puntualmente è arrivata, la Lista Tsipras. L’attitudine dei furbi è quella di salire sul cavallo vincente prima del traguardo, ma lo spirito con cui si è costituita la lista italiana che prende il nome del leader greco è ben diverso… sopravvivenza partitica e opportunismo personale e illusioni democratiche.
Coalizione d’emergenza
La lista capitanata da Barbara Spinelli ha raccolto quanto possibile, raccattando una bella schiera di giornalisti, presentando le solite facce dell’associazionismo, riciclando le vecchie glorie dell’attivismo, addobbando il tutto con un paio di endorsement eccellenti. Non sono mancate per la Lista Tsipras le consumate polemiche in salsa italiota, nel conflitto fra rigidità ideologiche e dubbie provenienze politiche, che hanno fatto subito volare gli stracci, con Paolo Flores D’Arcais e Andrea Camilleri che hanno preso immediatamente la strada della porta. Così come restano vive le incomprensioni e le contraddizioni di un minestrone contenente sapori differenti e probabilmente incompatibili, se il proposito è quello della ricostruzione della sinistra…
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