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lunedì, 24 Giugno 2024

L’Hiv–Aids visto dai giovani al congresso di Torino

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

«Ho 22 anni e studio scienza dell’educazione, ricordo che al liceo ci parlavano dei rischi di contrarre l’Aids, ma servono più campagne d’informazione perché tra i giovani si rischia ancora molto. In futuro voglio insegnare ai bambini, e parlerò ai loro genitori di questa realtà; credo sia indispensabile nelle famiglie trasmettere la conoscenza dei comportamenti corretti ai propri figli, fare prevenzione».
Marcella Molino, vincitrice della II° edizione, 2014, del concorso “L’Hiv visto dai giovani” è ancora circondata dagli amici che le battono le mani, quando ci rilascia questa dichiarazione. Poi si lascia andare sula poltrona e si gode il momento di gloria. La Symposia Srl con la Divisione A dell’Ospedale Amedeo di Savoia di Torino, il maggiore centro regionale per la ricerca, prevenzione e cura delle patologie infettive, comprese le malattie tropicali, hanno organizzato la gara consistente nella realizzazione di video (massimo tre minuti), caricati sull’apposita pagina FB, che fossero un contributo alla lotta all’Aids. La premiazione si è svolta alla fine del congresso medico sul tema: “Hiv-Aids e medicina generale”, sempre organizzato dalla Symposia Srl, e presieduto dall’infettivologo Giancarlo Orofino dell’Amedeo di Savoia, specialista delle terapie adottate contro l’Aids. Orofino è anche vicepresidente di Arcobaleno Aids Onlus. Il primo premio consisteva in un buono di 600 euro da spendere nei punti vendita Feltrinelli; 400 il secondo, spendibile sempre da Feltrinelli; 300 euro il buono acquisto per i negozi Decatlon assegnato al terzo classificato; e tre biglietti per l’incontro di calcio Torino-Udinese in tribuna, per il quarto classificato. Molti biglietti per Torino-Basket per altri piazzati.
Le immagini dicono più di mille parole, e sono belle quelle che scorrono sullo schermo della sala-cinematografica di Film Commission Piemonte Torino, in via Cagliari 42. Immagini belle ed esplicative del sentimento di paura che suscita la malattia nei giovani autori (età massima 30 anni), ma colme della volontà di combattere la patologia anzitutto con l’informazione; resa capillare da Fb e dai più moderni canali di diffusione della conoscenza che le nuove tecnologie ci hanno messo a disposizione. FCPT è una Fondazione senza fini di lucro nata nel 2000, che ha come scopo la promozione di Torino e del Piemonte, offrendoli come location per la produzione cinematografica e televisiva italiana ed estera; supportando anche la produzione locale. «Noi puntiamo a stimolare l’investimento sul nostro territorio di una parte dei guadagni realizzati dalle produzioni cinematografiche – dice poco prima della premiazione il dottor Davide Bracco, presidente della Fondazione – oltre al fatto che offrire la città per la realizzazione di film e documentari ha una ricaduta positiva sull’impiego».
Purtroppo il 40% delle persone che entrano in contatto con l’Hiv nella Regione Piemonte (dati Sistema di sorveglianza della Regione Piemonte), scopre la sieropositività in uno stato avanzato dell’infezione. Se ciò, invece, avviene in uno stato precoce, grazie alle cure oggi praticabili, la vita del soggetto sieropositivo coincide quasi integralmente con quella di chi è sano. In quest’ottica va posta la scelta di integrare il lavoro degli infettivologi con quello dei medici di base (di famiglia). Un primo passo è rappresentato dal progetto che coinvolge gli 89 medici di medicina generale dei quartieri: Lucento, Vallette, Madonna di Campagna, Borgo Vittoria, della zona nord-ovest di Torino. «Sarà possibile effettuare un test a risposta rapida, un quarto d’ora circa, negli ambulatori di medicina generale, per accertare l’eventuale sieropositività – ci dice Orofino dopo la premiazione, e aggiunge – l’azione concertata tra i medici di famiglia e la nostra équipe di infettivologia è stato uno dei punti più importanti che abbiamo trattato in questo congresso. Anche lo studio della comorbilità, cioè il fatto che il paziente sieropositivo, vivendo molto più a lungo rispetto al passato, tende ad ammalarsi di altre patologie che coesistono con l’infezione da Hiv, è di primaria importanza. Richiede quindi un sempre più ampio coinvolgimento dei medici di famiglia».
A 30 anni dall’inizio della grande epidemia di Aids sono cambiate molte cose, almeno nei paesi più ricchi. L’introduzione dei farmaci antiretrovirali per la terapia combinata ha trasformato l’infezione da malattia mortale in patologia cronica, con un allungamento dell’aspettativa di vita che sembrava impensabile nella prima metà degli anni 90. Dal 98 l’uso di tali farmaci è diventato comune in Italia, ma la prevenzione primaria resta, ovviamente, e ciò vale pe tutte le malattie, l’arma difensiva principale. In Italia sono 4000 l’anno i nuovi casi di infezione da Hiv, in Piemonte nel 2012 le diagnosi di infezione da Hiv sono state 261, quelle di Aids 42. Adesso, anche negli studi dei medici di famiglia dei quartieri di cui abbiamo parlato, sarà possibile effettuare il test a risposta rapida immergendo un tampone strofinato sulle gengive in un liquido di rilevazione degli anticorpi dell’Hiv. In ambiente ospedaliero, e nei poliambulatori si effettua anche il test con prelievo di sangue. Nel 2013, in totale, sono stati accertati all’Amedeo di Savoia 276 nuovi casi di infezione, nel 77% maschi dai 30 ai 50 anni. L’Hiv può colpire chiunque, sempre. Spesso sono gli eterosessuali ad infettarsi. Ogni iniziativa di diffusione delle informazioni sui rischi di infezione, e i modi per ridurli o eliminarli, acquisisce un valore strategico nella lunga lotta contro l’Hiv-Aids. La “filosofia” della prevenzione si base sempre sulla stessa verità epidemiologica: una certa malattia può uccidere, l’ignoranza uccide di più.

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