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giovedì, 30 Maggio 2024

L'esercito delle teen mom: Lombardia capofila del Nord Italia

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Carolina Lucchesini
Hanno meno di 15 anni, 6 su 10 soffrono di depressione e sono madri. È questa la radiografia che emerge dai dati del Progetto Saga, il piano per il sostegno alla genitorialità promosso dall’azienda Ospedaliera San Paolo, dall’Università degli Studi Milano-Bicocca, dall’Asl di Milano e dalla Regione Lombardia.
In Lombardia il fenomeno delle madri adolescenti è aumentato del 75%. Un dato preoccupante, se si considera anche che questo è connesso con disturbi di tipo depressivo, stress, abbandono degli studi e situazioni di degrado economico e psichico. Secondo lo studio, infatti, il 64% delle teen mom vive in condizioni socioeconomiche svantaggiate e il 31% ha subito episodi di trascuratezza e abusi.
Un dato che non stupisce se si considera che, come rileva l’Osservatorio nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza, 7 ragazzi su 10 in età compresa tra i 15 e i 25 anni si informa sui temi della sessualità e della contraccezione tramite internet.
Un tema strettamente connesso con la riduzione dei finanziamenti alla scuola, secondo Alberto Gasparetti, referente milanese per L’Ombelico Onlus, associazione che si occupa di educazione alla sessualità nelle scuole di tutta Italia.
Il boom di mamme teenager è connesso con il taglio dei finanziamenti nella scuola?
Certamente sì. Negli ultimi anni abbiamo visto ridurre sempre di più i fondi che gli istituti scolastici mettono a disposizione di attività di questo genere. Chiedono una riduzione dei percorsi, o le interrompono completamente. Perché sono loro stesse in difficoltà. A Milano e provincia, per esempio, sono sempre meno le scuole che portano avanti attività di questo tipo.
Noi abbiamo sempre svolto i nostri laboratori con fondi raccolti n modo autonomo e spontaneo dai genitori.
Quali potrebbero essere gli strumenti per contrastare questo fenomeno?
Sostenendo i consultori, ma non basta (secondo i dati dell’Osservatorio nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza i consultori familiari sono il 30% in meno di quelli previsti dalla legge e solo 1 su 4 ha un organico completo di tutte le figure professionali, ndr). Occorre prevedere percorsi e attività di educazione affettiva sin dalle scuole primarie. È necessario parlare di sessualità, senza negarla. Perché un adolescente è normalmente portato verso di essa. Meglio parlarne a scuola e in famiglia piuttosto che su Youtube.
C’è un altro dato da considerare. L’aumento di mamme teenager è prima di tutto un effetto della marginalità sociale ed economica. E non è un caso che ci sia una differenza tra l’ incidenza del fenomeno nelle scuole di periferia e quelle del centro. I luoghi in cui ci sono meno strumenti, le persone che rischiano usano la sessualità come mezzo di relazione e di scambio.
Ritiene si stia tornando indietro su questi temi?
Credo che finché si parli di educazione all’affettività solo in termini di malattie e anticoncezionali non si andrà lontano. E non si aiuteranno i nostri giovani a costruirsi una sessualità consapevole.
Inoltre, negli ultimi tempi c’è una corsa a strumentalizzare l’educazione sessuale nelle scuole. Ci siamo sentiti dire che siamo fautori di “ideologia gender” o di promuovere la famiglia omosessuale. Mentre il nostro obiettivo è quello di aiutare i ragazzi a non essere vittime e a coltivare la propria autostima.

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