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domenica, 26 Maggio 2024

Legge elettorale, prime grane per Renzi. Slitta l’approdo alla Camera

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Sembra non iniziare sotto i migliori auspici  l’esame della riforma elettorale alla Camera. A dispetto dell’ottimismo professato dal premier Matteo Renzi, è infatti slittata alle 16 la riunione del Comitato dei nove della commissione Affari costituzionali che questa mattina doveva esaminare gli emendamenti della riforma.
La richiesta di rinvio è arrivata da Emanuele Fiano, capogruppo Pd in commissione, ma ha trovato d’accordo tutti anche se probabilmente avrà come conseguenza uno slittamento dell’avvio dell’esame in aula previsto per questo pomeriggio. «L’esame dell’assemblea sarà sicuramente in giornata» assicura però Francesco Paolo Sisto, Fi.
Molti i nodi ancora da sciogliere, a cominciare dagli algoritmi per la distribuzione dei seggi che, così come sono, sembrerebbero penalizzare i piccoli partiti nell’ottica di quel bipolarismo sbandierato dal duo Renzi-Berlusconi.
Ma a creare maggiori problemi è soprattutto il rapporto tra riforma elettorale e riforma del Senato. L’ipotesi principale, supportata dalla maggioranza Pd e da Fi, è quella di prorogare di 12 mesi, massimo 18, l’entrata in vigore dalla legge elettorale, di modo che nel frattempo sia possibile lavorare sulla riforma del senato. Ma forti perplessità arrivano da Ncd di Alfano oltre che dalla minoranza democratica. Al centro dei colloqui di queste ore è dunque il tentativo di trovare un accordo tra tutte le parti per portare la legge in aula entro questa sera.
E se Silvio Berlusconi ancora non si sbilancia, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ostenta sicurezza e lo fa, ancora una volta, con il suo social network preferito: Twitter. «Ce la facciamo, la portiamo a casa – ha infatti scritto in mattinata – E sarà una vera rivoluzione per l’Italia».
 Alessandra Del Zotto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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