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mercoledì, 21 Ottobre 2020

Le misure anti Covid ci tengono lontani dai bambini. Pensieri di una maestra in una prima elementare

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

“Le misure antiCovid ci stan precludendo di stare vicino ai bambini, e per loro l’affettività è molto importante”. Questo è il primo appunto di una maestra di un plesso scolastico di Mirafiori sud a Torino dopo la ripresa delle lezioni nella sua prima elementare. Un’insegnante che, dopo la grande abnegazione con cui ha portato avanti la didattica a distanza anche con bimbi piccoli, (dedicando molto tempo oltre le lezioni), ora ci apre il suo cahier de doleance sulle condizioni in cui si insegna oggi.

“Non abbiamo potuto mettere cartelloni e palloncini per accogliere i bambini che, devo dire, sono stati nel complesso molto buoni e tranquilli a fronte alle nuove misure che vincolano non poco i loro movimenti in classe. Oggi di fatto non possono giocare e anche la merenda va fatta sul proprio banco ben distanziati. Non a caso si sono levati dai muri, cartelloni, fotografie e palloncini per evitare che vengano toccati”.

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L’insegnante ci conferma come gli arrivi degli alunni siano scaglionati per evitare assembramenti. Prima entrano a scuola i più grandi e successivamente le altre classi fino alle prime.

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“I bambini devono avere sempre la mascherina pronta se si avvicinano ai maestri o tra di loro, mentre se tocchiamo quaderni e registri dobbiamo sanificare sia le mani e gli oggetti trattati” ci ricorda Elsa M. (questo il nome della maestra) che, con una smorfia espressiva più di ogni parola, manifesta come sia dura tenere la mascherina, e il fiato che contiene, per tante ore.

Ma le critiche dell’insegnante non si fermano qui, sollevando altri interrogativi sull’immediato futuro, ovvero sui prevedibili sviluppi autunnali, dopo questa estate che non accenna a finire con temperate e celi tersi mai visti nella seconda metà di settembre.

“Chiunque ha anche solo qualche linea di febbre deve restare a casa e con la stagione autunnale, Covid a parte, è prevedibile un ritorno di influenze, mal di pancia e colpi di tosse”. Un discorso che tocca ovviamente anche gli insegnanti che saranno costretti ad assentarsi anche per un banale raffreddore. Vi è poi il caso degli studenti che, avendo a casa qualche persona toccata dal virus, non potranno recarsi a scuola.   Ora per ogni malattia devi stare a casa e poi devi andare dal medico ed essere certo che non ci sia il Covid.

Quindi anche per gli insegnanti sono prevedibili molte assenze. “VI è così il palese rischio di avere classi ancora più ridotte, e senza insegnanti, che sarà problematico accorpare”.

Sembrano esagerazioni ma già oggi se scappa un colpo di tosse anche per strada spesso si è guardati come appestati in una sorta di psicosi collettiva che ha ovviamente le sue ragioni.

In queste condizioni una possibile ripresa del Covid sarebbe drammatica e potrebbe precludere le lezioni in interi comparti scolastici facendo balenare il ritorno della didattica a distanza (Dad), che tanti scongiurano ma che resta una opportunità concreta e sperimentata per superare situazioni di difficoltà.

La didattica a distanza, ora accantonata, secondo la maestra potrebbe essere presto ripresa per quei casi di studenti e docenti toccati da malattie e costretti a restare a casa. In questo modo potrebbero proseguire il loro percorso di docenza e scolastico via web, sulla base delle esperienze della primavera 2020.

Certo in un quadro operativo già problematico il ricorso anche alla Dad, insieme o alternata alla didattica in presenza, è un’ipotesi al momento molto complicata.  Anche alla luce di un ulteriore incognita che pesa su molti istituti di ogni ordine e grado: la preoccupante carenza di insegnanti e collaboratori scolastici.

La maestra pone un’ulteriore questione, tra le molte che non trovano ancora una chiara risposta sul piano meramente operativo: “Quanti bambini dovranno risultare contagiati permettere una classe in quarantena? Non lo sappiamo ancora”.

In conclusione l’insegnante tiene a precisare che le sue critiche sono assolutamente costruttive, considerandosi un’espressione di quel corpo docente che, con la sua sorprendente abnegazione, ha impedito il blocco delle lezioni nel 2020.  Tuttavia le condizioni operative che si stanno registrando in questa ripresa (dopo le misurazioni in classe e infinite riunioni per chiarire le disposizioni da applicare) risultano quanto mai pesanti e cariche di incertezze, oltre al fatto di “rovinarsi le mani” per le continue sanificazioni per ogni quaderno o documento che si tocchi. 

L’ultimo rilievo riguarda le mascherine: “Per ora ne sono arrivate in numero assolutamente insufficiente e quelle che abbiamo servono soprattutto come “riserva” solo per coprire i casi di bambini che arrivano da casa sprovvisti”.

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