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domenica, 26 Maggio 2024

Le macchie di leopardo che fanno la città. Torino e le sue disuguaglianze nel seminario PD

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Rosanna Caraci
Rosanna Caraci
Giornalista. Si affaccia alla professione nel ’90 nell’emittenza locale e ci resta per quasi vent’anni, segue la cronaca e la politica che presto diventa la sua passione. Prima collaboratrice del deputato Raffaele Costa, poi dell’on. Umberto D’Ottavio. Scrive romanzi, uno dei quali “La Fame di Bianca Neve”.

Non ci sia una fretta scoordinata per contrastare povertà e la disuguaglianza ma non sia perso tempo a causa di un’assenza di rete che è quanto mai urgente e fondamentale per ridurre divide inaccettabili in città.
È questo il monito forte e corale che dal terzo settore giunge al Partito Democratico che, con il suo gruppo consigliare in Comune, ha organizzato l’incontro “Una città che riduce le disuguaglianze” che si configura nel più complesso contesto del ciclo “Torino al futuro dall’ascolto al progetto”.

«La precarietà di casa e lavoro, la loro assenza, costituiscono l’aspetto fondante della povertà – riflette Massimo Tarasco di Alleanza contro la povertà aprendo una riflessione sulle misure di contrasto alla povertà messi in atto dai governi, nazionali, regionali e locali, per contrastarla – . Dal Rei, reddito di inclusione, le scelte del passato governo hanno convertito sul reddito di cittadinanza che ha dimostrato ad oggi più di una fragilità, poiché ha creato una sorta di Rei “ibrido”. Una politica contro la povertà ma anche una politica contro la disoccupazione rispetto agli interventi messi in campo. Un ibrido che se non ben governato rischia di non dare risposte né a un ambito né a un altro». E indica le priorità di azione: «Valutare il reddito vuol dire entrare nel merito nelle realtà trascurate dal reddito di cittadinanza: i minori, completamente dimenticati. Le famiglie con più figli. Gli stranieri. Questi erano all’interno del rei, nel reddito di cittadinanza non sono previsti. Fare differenziazione tra nord centro e sud. Tenere conto del ruolo del terzo settore partner utile per la creazione di strategie».

Daniele Valle, consigliere regionale del Pd, commenta: «La rincorsa allo sviluppo economico, in un contesto di diseguaglianze crescenti, non solo non risolve, ma amplifica le problematiche di qualità della vita. Di tutti. Ed è interessante che all’obiettivo redistributivo non abbia risposto affatto il reddito di cittadinanza, nell’opinione di tutti gli esperti intervenuti; perché taglia fuori famiglie numerose, stranieri, minori e arriva a ostacolare l’inserimento lavorativo».
La modalità della presa in carico delle fragilità è fondamentale. La condizione umana non è solo economica, ma famigliare, lavorativa, di salute, psicologica, culturale ma è mutidimensionale. Di conseguenza o anche l’approccio è tale o ci si avvicina alla questione in modo marginale e superficiale. Fondamentali i progetti condotti insieme. Il Rei trasmetteva un’idea di welfare comunitario. «La Regione ha un compito prioritario, fare la cabina di regia. – sottolinea Tarasco – Abbiamo chiesto di fare un tavolo per confrontarsi in modo permanente per concertare un’attività territoriale per evitare la creazione di diversi Piemonte perchè Torino non ha le esigenze del resto del territorio, ma ad oggi attendiamo ancora un riscontro».
Basta con misure una tantum, rendere universale l’accesso allo strumento, mettere al centro il welfare locale per costruire risposte ai territori locali, perchè la coprogettazione non sia solo messa in agenda ma anche realizzata.
I salari sono cresciuti molto meno negli ultimi dieci anni, ponendo il lavoratore nell’area grigia di povertà relativa, sono aumentati i lavori d’elite e quelli molto poco qualificati bassi, mentre si sono ridotti quelli di medio livello, a fronte di una precarizzazione dei contratti estesa a tutti gli ambienti, atta eccezione per quello della finanza. La fascia d’età più fragile è quella dei giovani adulti, che si muovono in una giungla di contratti a tempo determinano quando non si parla addirittura, e non è raro, di lavoro nero, come sottolineato da Luca Davico coordinatore del Rapporto Giorgio Rota su Torino e da Anna di Mascio, portavoce del Forum Terzo settore in Piemonte.

Mimmo Carretta, segretario provinciale del Pd «Puntare su giustiza sociale e lotta alle disuguaglianze, tutte. È la strada che abbiamo davanti per ritornare alla dimensione collettiva alla base del nostro Partito. È possibile Sconfiggere l’individualismo aggregando le spinte che si muovono nella stessa direzione. E magari mettendo da parte tatticismi inutili. Il dibattito che si sta alimentando sul futuro di Torino è un fatto positivo perché delinea amore per la città e preoccupazione forte per quelle scelte sbagliate e appuntamenti mancanti che hanno messo a dura prova il presente della nostra comunità».
Proprio sulla questione del lavoro si è soffermato Nanni Tosco, presidente dell’Ufficio Pio della Compagnia di San Paolo, sottolineando «non si trasmette più l’eredità positiva, fatta di denaro, di proprietà ma si eredita oggi la povertà dei genitori, della famiglia» questo causato anche e soprattutto dall’assenza di presente, e di lavoro. E, ricordando «il fenomeno sempre più crescente del part time involontario, il poco lavoro disponibile» sottolinea come «il reddito di cittadinanza sta favorendo elementi distorsivi per il mondo del lavoro. La guardia di Finanza ha reso noto come il tasso di irregolarità potenziale sia pari, ad oggi, al 58 per cento».

Un provvedimento nato per abbattere la povertà e che invece si presta, nella sua certa buonafede, all’utilizzo “astuto” da parte di alcuni, non ultimi coloro che offrono lavoro pagandolo in nero sapendo che il lavoratore è “coperto” in altro modo. Evocato un patto generazionale, che tenga conto che dal 2008, in dieci anni sono aumentati del 15 per cento gli over 65 e diminuiti del 10 gli under 30. Se per i primi permane e aumenta la copertura dell’assegno di pensione, per gli altri gli stipendi sono scesi nel loro potere del 30 per cento.
«Le aziende vanno in crisi perché perdono competitività – è ciò che sottolinea Dario Odifreddi, presidente della Fondazione Piazza dei Mestieri – e in questo modo anche i posti di lavoro non si salvano. La vera difficoltà è quella di intercettare le fragilità e con esse i bisogni presenti sul territorio». Ci si richiama a quella rete che possa strutturare la fotografia della città, che aiuti a permeare in modo corretto e puntuale sulla necessità per emergere da effettive situazioni di precarietà. Ad esempio individuando situazioni laddove gli adulti che perdono il lavoro devono essere rialfabetizzati a nuove mansioni. «perdere il lavoro oggi non è come un tempo. Oggi significa doversi reinventare necessariamente».

E Pierluigi Dovis direttore della Caritas di Torino sottolinea la «necessità di una risposta puntuale per ciascun territorio, invitando alla creazione di laboratori per la riduzione delle disuguaglianze, cominciando dal più fragile, il quadrante nord»
«La giornata di oggi ci offre elementi e spunti che ben fotografano la situazione difficile della nostra città, in rapporto a disuguaglianze e povertà, che si presenta a macchia di leopardo e in modo diverso da ovest est a nord sul di Torino – commenta il promotore dell’iniziativa Stefano Lo Russo, capogruppo Pd in Comune – . Sono situazioni che prevedono una risposta politica e una visione di sistema puntuale. E’ necessario costruire possibilità di sviluppo in un progetto al quale il Partito Democratico lavorerà in modo puntuale».
La diffusione della ricchezza e delle opportunità di conoscenza è la carta da calare sul tavolo della lotta alla disuguaglianza: in una città nella quale quartieri sembrano appartenere a una Torino diversa da quella del vicino la parola d’ordine sembra essere la “condivisone”. Perché non ci siano quartieri dove l’aspettativa di vita è minore, dove ci siano concentramenti di difficoltà, dove la gente si sente sola, insicura.

Questa è la sfida prossima e ventura della politica del Partito Democratico per una città inclusiva, equa e rispettosa delle identità e delle aspettative, dei soggetti meritevoli di progetti.

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