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lunedì, 20 Maggio 2024

La nonna e il topo d'appartamento

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

E’ una storia vera, anche ha dell’incredibile. Accade a Livorno. Un’anziana signora si reca all’ufficio postale e ritira la sua pensione di 540 euro. Torna a casa in fretta, guardandosi bene intorno perché, con i tempi che corrono, non si sa mai. Una volta rientrata nel suo appartamento fa ciò che, ciascun mese, è ormai un rito da quando il marito è morto lasciandole la reversibilità di parte dello stipendio da portuale. Apre un’anta della mensola in cucina, tira fuori una cassetta di metallo dove un tempo c’erano stati dei biscotti e deposita lì denaro in quella che per lei è una sicura cassaforte dimenticandosi, però di chiudere per bene con il coperchio. Lei non sa che, in agguato sotto il lavello, ci sta un topo. Nel pomeriggio la nonna riceve la visita del nipote e, come tutti i mesi, a lei piace dargli la paghetta. Torna in cucine e apre la scatola dove c’è il denaro. Anzi, dove ci dovrebbero essere i soldi della pensione è invece si trovano coriandoli di Stato perché ciascuna banconota da venti e da cinquanta è stata meticolosamente frantumata dal roditore al quale, evidentemente, piace il sapere del denaro più che non il suo profumo come al contrario accade agli umani. Disperazione della donna, privata della pensione, e dispiacere del ragazzo, destinato a rimanere senza paghetta. Ma, come dice la reclame, a volte una telefonata può salvarti la vita. La nonno, infatti, ha notato che il topo si è mangiato gran parte del denaro ma non quello dove sono stampati i numeri di serie delle banconote. In questo modo l’intera somma le verrà restituita subito dalla Banca d’Italia. E’ così che una piccola storia di un possibile dramma domestico si conclude con il classico “happy ending” dei film americani. Ma soltanto perché uno dei due protagonisti è un animale. Se anziché quattro zampe, il topo di appartamento,  ne avesse avute soltanto due dei 540 euro non sarebbe rimasto più nulla.

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