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mercoledì, 28 Settembre 2022

La chiusura del Golden Palace mette a rischio la candidatura all’Europride

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

La chiusura dell’hotel Golden Palace avrà ripercussioni non solo sui dipendenti, 90 persone che dall’oggi al domani si sono trovate senza lavoro. A lanciare l’allarme è anche il Coordinamento Torino Pride che aveva vinto, competendo con Lisbona, il diritto a ospitare l’Assemblea Generale di EPOA (European Pride Organisers Association) dal 6 al 9 ottobre 2022: la più grande assemblea annuale del network internazionale, che riunisce le principali realtà europee e che organizza gli Europride.

Assemblea che avrebbe dovuto proprio svolgersi al Golden Palacem la cui chiusura mette ora a rischio il meeting. 

Già nelle scorse settimane, appena trapelati i problemi relativi alla gestione della struttura alberghiera gli organizzatori hanno chiesto rassicurazioni alla società alla quale era anche già stato versato un acconto. Sulla situazione sono state inoltre allertate anche la Città di Torino e DMO-Visit Piemonte, la società in house della Regione Piemonte e di  Unioncamere Piemonte, che si occupa della valorizzazione turistica e agroalimentare del territorio.

I gestori dell’hotel non hanno risposto alla nostra richiesta di rassicurazioni e ora la nostra preoccupazione, con il supporto delle istituzioni, è quella di mettere in sicurezza il corretto svolgimento dell’assemblea, al Golden Palace o altrove, anche per evitare un danno di immagine internazionale per Torino” commenta Alessandro Battaglia coordinatore dell’appuntamento.

Nelle scorse settimane è, peraltro, trapelato quello che, ad oggi è più di un intento: candidare Torino a ospitare l’Europride nel 2026.Eventuali disservizi nell’organizzazione dell’AGM di ottobre ritengo manderebbero in fumo questa possibilità ancor prima che la candidatura venga ufficializzata. Anche per questo sarà necessario il coinvolgimento attivo di tutti gli attori coinvolti nella vicenda” conclude Battaglia.

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