1.3 C
Torino
venerdì, 4 Dicembre 2020

Intervista alla Direttrice del Lovers Film Festival di Torino, Vladimir Luxuria: “Il Cinema sia presente e resistente”

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Più letti

Nova Coop, 2,6 milioni di premio salario variabile collettivo ai dipendenti

NovaCoop, cooperativa piemontese di consumatori del sistema Coop, darà ai dipendenti un premio di salario variabile collettivo, che complessivamente supera i 2,6 milioni di...

Cronaca della notte di tensione al Caat

È tornata la normalità al mercato agroalimentare di Grugliasco, il Caat. Una notte difficile quella appena trascorsa. Una notte in cui la tensione ha...

Farinetti, Eataly: “Serve il prelievo forzoso sui conti degli Italiani per la ricostruzione”

Oscar Farinetti il proprietario Eataly, intervistato dal "Fatto Quotidiano", ha paventato una soluzione che secondo lui potrebbe risolvere il problema di come finanziare la...

Torino, 15 novembre studenti assediano le banche

Torino: studenti in piazza in assedio alle banche. Tensione con la polizia che accenna ad una carica. © RIPRODUZIONE RISERVATA
Susanna De Palma
Susanna De Palma
Laureata in Scienze Politiche. Giornalista professionista dal 2009. Fin dagli anni del liceo collabora con alcuni giornali locali torinesi, come la Voce del Popolo e Il Nostro Tempo. Dal 2005, pur mantenendo alcune collaborazioni, passa agli Uffici Stampa:Olimpiadi 2006, Giunta regionale, Ostensione della Sindone. Attualmente giornalista presso l'ufficio stampa del Consiglio regionale Piemonte.

Vladimir Luxuria è Direttrice del Lovers Film Festival di Torino. Con lei abbiamo parlato del futuro della rassegna, ma anche del cinema vista l’emergenza Coronavirus.

“Nell’assumere l’incarico di direttrice del Lovers Film festival di Torino  aveva dichiarato: “Lavorerò con entusiasmo e senso di responsabilità per un Festival che, grazie al linguaggio del cinema, riesca ad aprire le menti e a riscaldare i cuori”. Come si traduce oggi questo senso di responsabilità?

“La mia responsabilità, oggi, è fare i conti con la situazione sanitaria del paese e in particolare con quella di Torino dove i dati non sono cosi rassicuranti. Certamente, in questo momento di emergenza il senso di responsabilità impone di  non mettere a rischio la salute di nessuno o di non andare contro le regole. Essere responsabile in questo momento vuol dire anche essere realista e cioè pensare ad una versione realizzabile del Festival”.

A seguito della drammatica situazione determinata dall’emergenza Covid19, la prossima edizione del Lovers Film Festival, che avrebbe dovuto svolgersi a Torino dal 30 aprile al 4 maggio, è stata rimandata a data da destinarsi nel 2020. Avete  già un piano B? 

“Come dicevo, abbiamo dovuto reinventare il festival, perché nessuno di noi voleva rinunciare all’edizione 2020, nessuno era pronto a rinunciare al lavoro di un intero anno. Nei giorni in cui era previsto il festival, ci saranno cortometraggi in anteprima mondiale, non in sala ma online. Abbiamo deciso di mettere in piedi anche una rassegna di film delle edizioni precedenti, con contributi extra di artisti e registi.

In autunno, poi, se ci saranno le condizioni per riaprire le sale, nel rispetto delle giuste distanze e delle precauzioni necessarie, daremo spazio alle pellicole che ci sono arrivate. Dobbiamo essere presenti e resistenti, la cultura deve reagire e sopravvivere, stiamo continuando a lavorare anche per poi tornare, secondo la tradizione del festival, nel 2021”.

Cinema e cultura erano già settori in difficoltà, quali misure si aspetta vengano messe in atto per sostenerli?

“Abbiamo bisogno di misure concrete non di slogan. Non basta dire se e quando i cinema potranno riaprire, occorre fronteggiare l’impatto economico che ci investirà inevitabilmente. Se tra una proiezione e l’altra bisognerà sanificare gli ambienti, diventerà difficile gestire il tutto sia in termini di tempi che di risorse. Abbiamo bisogno benzina, e dunque di investimenti e della macchina, di strutture e infrastrutture fisiche adeguate in cui poter svolgere queste attività anche con metodi alternativi. Penso ad anfiteatri e spazi all’aperto. Ma abbiamo anche bisogno di qualcuno che abbia voglia di condurla questa macchina. Il resto ce lo mattiamo noi, creatività e fantasia non ci mancano”.

Come ne usciremo come individui e come cittadini da questa esperienza?

“Mi auguro che da questo impedimento si possa trarre un giovamento. Mi auguro che questi scenari desolanti di città che sembrano set di Sergio Leone, scenari da Mezzogiorno di fuoco, con le serrande chiuse e le porte dei cinema blindati e gli spazi riservati alle affissioni deserte, ci facciano capire e ricordare quanto sia bello uscire per andare a vedere un film al cinema. Mi auguro che la scoperta del vaccino, permetta alle persone di poter tornare al cinema  e di riaffollare le sale”.

Le storie del grande schermo, il cinema, hanno sempre sopperito alla solitudine delle persone, alla voglia di evadere. Crede che i nuovi strumenti e linguaggi del web possano comunque assolvere a questa funzione? 

“Le versioni online sono soluzioni emergenziali e non sostitutive, il cinema è altro. Molti operatori del settore non lavorano, ci sono numerose produzioni interrotte anche solo per una scena mancante, tanti film in uscita sono stati stoppati. I film vivono di attualità  e in questo senso saremo penalizzati. Ammetto che, questa che stiamo vivendo, non è la situazione migliore per dar sfogo alla creatività. Esiste una crisi creativa perché di fatto i racconti, i film, traggono motivazione dalla vita reale e di vita reale, quotidiana in questo momento c’è ben poco. Mi auguro però che questa quarantena possa essere un momento per ricaricare le batterie e ripartire”.

Cosa le è mancato di più in questo periodo?

“Mi è mancato il festival. Insieme a collaboratori appassionati e preparati, ho fatto un lavoro enorme con il museo del Cinema per mettere su un programma interessante, intessendo relazioni, condividendo progetti, idee. E poi questo essere invisibile e microscopico ha soffiato su questo castello frantumandolo. È rimasta l’amarezza per un lavoro che non ho potuto realizzare e portare a compimento. Ma come sempre, sono pronta a rialzarmi. Quando torneremo alla normalità, prometto che il Lovers Film festival di Torino, avrà l’edizione più indimenticabile di sempre”.

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor
Nuova Società - sponsor per la tua pubblicità in questo spazio, contatta la redazione

Primo Piano

A Torino buoni spesa per le famiglie in difficoltà per il Covid dal 9 dicembre

Il Comune di Torino si prepara a distribuire nuovi buoni spesa per le famiglie in difficoltà a causa della seconda ondata Covid....

Covid, primo giorno di lavoro in Piemonte per i medici arrivati da Israele

I medici provenienti da Israele subito al lavoro in Piemonte per dare una mano contro il Covid nell'ospedale di Verduno.La delegazione medica...

Dpcm di Natale, Appendino: “Condivisibile nell’ottica di tutelare sicurezza”

“Non voglio commentare Dpcm che non sono ancora usciti, perchè in questo modo creiamo solo confusione nei cittadini, che hanno bisogno di...

ZTL sospesa fino al 9 gennaio

Prosegue la sospensione della Ztl a Torino. La sindaca Chiara Appendino ha firmato l'ordinanza che prolunga fino al 9 gennaio 2021 la...

Covid, in Piemonte test rapidi per il parenti degli anziani Rsa

Per le feste di Natale dalla Regione Piemonte i test rapidi Covid per chi va a trovare i parenti nelle Rsa del...