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mercoledì, 22 Maggio 2024

Ricordare Auschwitz non paga come uno sponsor

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Luca Rinaldi, sovraintendente ai beni architettonici di Torino, figlio di partigiano come da lui ricordato in una recente intervista, ha definito “pagliacciata e baraccone” il vagone che ricorda il viaggio di Primo Levi verso Auschwitz che è stato sistemato in Piazza Castello di fronte a Palazzo Madama.   Qualcuno ha ricordato a Rinaldi che in Piazza Castello abbiamo visto di tutto: dal calendario dell’avvento, all’albero di Natale luminoso, abbiamo avuto anche una piazza Castello tutta in blu in onore dell’Europa, ma soprattutto spesso e volentieri un palco con tanto di megaschermo che spara musica e immagini ospitando varie iniziative. Insomma Piazza Castello è “affittabile” a chiunque paghi.
Sarebbe interessante sapere da Rinaldi come mai il vagone di Levi è per lui una pagliaccia mentre non ha mai avuto nulla da dire su quel pugno nell’occhio che è stato il palco. Forse è’ giusto quanto sostenuto da altri che nelle piazze torinesi ci si trovi dallo speak tirolese ai cannoli siciliani, per non parlare dei mega cartelloni pubblicitari che coprono i lavori di ristrutturazione delle facciate ma che poco centrano con le architetture juvarriane tanto citate.  Probabilmente gli sponsor pagano meglio di chi vuole ricordare l’orrore degli stermini nazisti.

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