15.2 C
Torino
mercoledì, 22 Maggio 2024

Il “Sacco di Roma” degli hooligan del Feyenoord diventa un caso politico

Più letti

Nuova Società - sponsor
Redazione
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Moreno D’Angelo
A Roma esplode la polemica dopo “il Sacco di Roma” ad opera degli scatenati hooligan del Feyenoord. La Lega chiede le dimissioni del ministro degli Interni per bocca del leader del Carroccio Matteo Salvini: «Si sarebbe dovuto dimettere stamattina. Qualcuno pensa di mandare uomini in guerra in Libia e poi ci lasciamo devastare la Capitale». Forza Italia ha chiesto la testa del sindaco Marino, che a sua volta ha puntato il dito contro Prefettura e Questura.
Sui fatti è intervenuto anche il premier Matteo Renzi: «Se ci sono state sottovalutazioni, degli errori da parte nostra, lo verificheremo». Precisando: «E’ un vero insulto alla civiltà e puniremo con severità e durezza i tifosi olandesi che “pieni di birra” hanno preso a sassate Roma. Attendo le scuse del Feyenoord». Anche il ministro Franceschini ha chiesto punizioni esemplari. L’Olanda ha assicurato che i colpevoli saranno puniti. Ma c’è poca chiarezza su chi pagherà. «L’Olanda non pagherà i danni» ha dichiarato indignato il sindaco Ignazio Marino dopo aver sentito l’ambasciatore olandese. La Confcommercio ha valutato che il costo delle devastazioni degli ultras potrebbe aggirarsi sui tre milioni di euro.
Si difende il Questore di Roma, Niccolò D’Angelo, respingendo le accuse di aver sottovalutato i rischi: «Sapevamo che la partita era a rischio e avevamo mobilitato per la sicurezza 1800 uomini, 600 solo nel centro storico». Ci si aspettava che i tifosi arrivassero in corteo per raggiungere lo stadio, invece in modo pianificato sono arrivati in piccoli gruppi incontrollabili. Insomma la preoccupazione principale delle forze dell’ordine era evitare contatti tra le tifoserie.
Le critiche e i dubbi partono dal fatto che risulta come fossero da tempo noti i rischi sulla trasferta degli hooligan olandesi che avevano, anche recentemente su internet, manifestato tutto il loro odio e le loro minacce verso Roma.
Intanto l’Unione Europea promette linea dura. Significativa la dichiarazione del primo vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans, olandese e romanista doc: «Roma è la mia seconda casa da anni. I miei pensieri vanno agli agenti feriti e agli abitanti di Roma». La questura di Roma parla di una partita preparata da gennaio con le autorità olandesi che avrebbero limitato la frangia “pericolosa” a poche centinaia tra gli oltre 5mila attesi all’Olimpico. Insomma avrebbero sottodimensionato l’ampiezza del fenomeno che ha dato il sacco alla città.
«Non finisce qui e chi rompe deve pagare» afferma deciso e indignato il sindaco di Roma riferendosi alla squadra e allo Stato olandese. Marino, che incontrerà il ministro dell’Interno Angelino Alfano, replica alle critiche e alle speculazioni politiche attaccando Questura e Prefettura: «Non è il sindaco che deve armare i cittadini». E conclude: «Esiste il prefetto per gestire sicurezza e ordine pubblico in una città».

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor

Primo Piano