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lunedì, 20 Maggio 2024

Il Politecnico di Torino si allarga: vuole le Arcate ex Moi

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È stato lungo il dibattito sul futuro delle Arcate dell’ex Moi, in particolare l’assegnazione del bando che fa discutere ormai da mesi i consiglieri dei Palazzo di Città.
L’assessore al Bilancio Gian Guido Passoni, interpellato dal suoi colleghi, durante il Consiglio comunale di ieri ha ricostruito la vicenda dell’edificio, ristrutturato in occasione delle Olimpiadi invernali del 2006, (e conosciuto oggi infatti come “Villaggio olimpico”), dalla concessione di una sua parte nel 2011 alla “Fondazione 20 marzo 2006”: questa a sua volta, nel 2012 le ha concesso al “Parcolimpico s.r.l.” gli edifici A-G-D-E-F1-F2.
Per riqualificare questa parte del complesso e parte della struttura H, nel luglio scorso a Palazzo di Città una delibera di Giunta ha autorizzato una procedura di evidenza pubblica per la concessione d’uso a fini espositivi, museali, culturali e sportive.
Ad oggi Parcolimpico, pur sollecitato, non ha provveduto agli atti necessari per procedere alla gara, mentre in seguito all’avviso pubblico, hanno manifestato il loro interesse 25 nuovi acquirenti per l’uso delle arcate di vario genere, da quello sportivo, artigianale,culturale, alla ristorazione e tanto altro ancora. Ma tra le tante manifestazioni d’interesse c’è anche quella dell’Università degli Studi di Torino e del Politecnico di Torino, che si dicono pronti ad insediare sull’area un nuovo Centro di didattica e di ricerca.
«Per ciò che attiene al canone di concessione la delibera del 14 luglio 2014 – ha spiegato Passoni – ha approvato un canone a base di gara pari ad euro 208.630,00 annui, valore stimato dal competente Servizio Valutazioni».
Questo valore però, è stato determinato, secondo quanto spiegato dall’assessore, sulla base di un bando per attività espositivo-museali-culturali oltre che sportive, ma «essendo obiettivo prioritario dell’Amministrazione la riqualificazione dell’area in piena coerenza con la sua vocazione a servizi pubblici, anche a scapito del suo sfruttamento economico, si è ipotizzato di rimodulare il prezzo a base d’asta». Insomma, nell’intento di garantire la più ampia partecipazione possibile al bando e per accelerare i tempi evitando il rischio di ulteriori occupazioni abusive e vandalismi, il valore del canone annuo a base di gara è stato rideterminato ed ora è di 101.425 euro, considerando unicamente quanto indicato nella perizia per le attività museali-espositive-culturali e sportive.
Rimodulazione del canone non condivisa dalla società Parcolimpico, che in data 14 novembre 2014, ha comunicato in una nota il suo dissenso «invitando la Città a procedere all’indizione del bando alle condizioni previste nel provvedimento deliberativo approvato nel luglio 2014».
Al momento, secondo le parole di Passoni, il Servizio Contratti e Appalti attende lo scioglimento di questioni procedurali relative al mandato alla firma e alla relazione impiantistica affidata a Parcolimpico s.r.l.
Immediate le risposte dei consiglieri infuriati che puntano il dito contro la cifra troppo bassa al degrado della struttura e alla sua conseguente perdita di valore.
«Scandaloso lo stato di abbandono delle strutture» secondo Paola Ambrogio di Fratelli d’Italia, che «dal 15 luglio al 10 dicembre – sottolinea – non è stato fatto nulla»
Maurizio Marrone di Fratelli d’Italia parla invece di «una delle pagine più vergognose e più imbarazzanti che riguardano la non gestione del patrimonio immobiliare delle Olimpiadi». Accusando l’amministrazione di «scarica barile fra diversi enti teso a mascherare l’assenza di una strategia»
Mentre secondo Roberto Carbonero, Lega Nord «Viene usato il solito metodo, evitare la patata bollente e nascondere la polvere sotto il tappeto» e per Chiara Appendino del Movimento 5 Stelle Ci sono ancora troppe questioni da chiarire.
Alla fine del dibattito l’assessore Passoni torna a tranquillizzare i colleghi, spiegando che non si tratta solo di una semplice rimodulazione del bando ma di un cambiamento generale degli scenari il cui obiettivo non sarà solo sarà solo economico ma sociale e a beneficio della collettività.

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