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martedì, 13 Aprile 2021

Il Piemonte si risveglia arancione

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Dopo un mese in zona gialla da questa mattina il Piemonte si è risvegliato in zona arancione. Secondo l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza lo sarà per almeno due settimane, e poi si verificherà se i contagi da Covid sono discesi e si potrà sperare in un allentamento delle misure. 

In base alle normative la zona arancione stabilisce il divieto di uscire dal proprio Comune di residenza, se non per ragioni di lavoro, emergenza o salute, da dimostrare con autocertificazione. 

Piemonte arancione: nuova chiusura per bar e ristoranti

Bar e ristoranti sono chiusi per il servizio al tavolo e restano in funzione solo per asporto e delivery. Un effetto immediato se si considera che mentre ieri la giornata è stata caratterizzata da assembramenti nel centro di Torino, con i dehors dei locali strapieni, mentre da stamattina le vie del centro sono molto più deserte. Anche davanti ai bar, per il caffè tornato da passeggio, i clienti sono pochissimi. 

“Spiace essere tornati alla situazione di settimane fa – dicono i gestori di un bar di via Sant’Ottavio, la zona universitaria del capoluogo piemontese -, la nostra speranza è che si torni presto alla zona gialla”. 

A preoccupare bar e ristoranti è anche la pausa pranzo. Se nei giorni scorsi la riapertura ha dato una boccata d’ossigeno al settore, ora è tornato il pessimismo: “Compriamo meno, così a fine giornata non ci rimangono troppi panini invenduti – dice un altro barista di via Po -. Se continuiamo così non ci rialzeremo mai più…”.

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