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mercoledì, 20 Ottobre 2021

Il mondo sadomaso a Torino: le confessioni di una mistress

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Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Moreno D’Angelo
Una ragazza assolutamente normale, che preferisce rimanere anonima, linguaggio forbito, modi equilibrati con una passione segreta che trapela dal look di pelle nera. Torino, tradizionalmente molto riservata, nasconde un mondo alquanto vasto di persone, spesso appartenenti a un ceto sociale elevato, che ama quello che viene sintetizzato dalla sigla Bdsm (Bondage, Dominazione, Sadismo e Masochismo). Sorprende scoprire che questa ragazza sia una mistress. Ovvero una dominatrice. Un’esperta di bondage (ovvero la pratica sessuale che consiste nel legare il partner o la partner) e sadomaso, con una lunga esperienzaal riguardo, studi e dissertazioni storiche, socioculturali e psicologiche su un fenomeno che risulta in costante aumento tra coloro che amano e esaltano il rapporto tra piacere e dolore.
Come è iniziata la passione per il sadomaso?
Da piccola mi colpì profondamente una scena del film di fantasy Fantaghirò nella quale uno stregone semicattivo, per far sì che la bella si fidasse di lui, si incatenò a una croce di Sant’Andrea (croce ad X ndr). Una scena che mi ha profondamente impressionato e che mi diede un’eccitazione fisica e mentale.
E come è avvenuto il contatto con questa realtà?
Mi hanno invitato a una festa dal tema bondage e sadomaso. Avevo poco più di venti anni. Ero curiosa. Pensavo si trattasse di un mondo di malati decerebrati. Un’idea sbagliata. Ho scoperto un contesto serio, con limiti, rispetto e dove si mantengono i propri ruoli. Ho iniziato a frequentare questo ambiente e andare agli incontri e conoscere questo “giro” di persone.
Quali studi e riflessioni hai fatto?
Il percorso di una vera mistress prevede corsi di legatura (dettia nche corsi di bondage ndr). Ci sono maestri e vere e proprie scuole in merito. Con i nodi non si scherza e l’uso delle corde è un fatto normale nelle pratiche del bondage. In particolare ho seguito gli insegnamenti di un maestro in questo settore come Ayzad, un vero e proprio punto di riferimento per chi scegli di seguire queste pratiche. La preparazione è fondamentale. Vi sono moltissimi modi di fare un nodo. Le legature sono un aspetto molto delicato e se non si è abili si possono rischiare gravi incidenti. Vi sono non solo diversi tipi di nodi ma anche di corde come quelle di canapa, le più dolorose.
Ho studiato parecchio su questo campo. Da De Sade ad Apollinaire. Il fenomeno ha chiari ed evidenti nobili precedenti storici: greci, romani e etruschi, fermandoci alle nostre culture. Un discorso che arriva fino alle punizioni corporali nei college anglosassoni. L’Inghilterra vittoriana con la fustigazione degli studenti può essere imputata come una fonte del masochismo di massa. Nel complesso posso identificare due scuole di pensiero: in una lo schiavo è un essere umano, nell’altra è come un pupazzo.
Cosa ama una mistress?
Mi piace frustare e sentire la sofferenza anche se entro certi limiti. Oltre al piacere di giocare con gli aghi, amo vestirmi di pelle, (nell’ambiente esiste un vero culto per il senso tattile del lattex). Il vero piacere è quello di dominare, l’imporsi prima nel ruolo che nelle punizioni. Conosco fruste di varie tipologie. Con lo scudiscio da cavallo non si scherza e si usa solo sul sedere in quanto può creare danni. Quella che preferisco è la “snake”, la frusta con lo schiocco che si usa nel circo. Il solo suo rumore fa fremere.
Quali sono i limiti nel rapporto tra mistress e schiavo?
Per me sono fondamentali regole chiare e limiti al gioco che vengono concordati prima di cominciare. Vi è infatti un rapporto di fiducia estremo nel lasciarsi legare. Prima di ogni sessione, mi informo sui limiti di sopportazione e le esigenze della persona. Lavoro, malattie, relazioni. Se lo schiavo ha un limite basso quando lo raggiunge smetto e procedo in modo che il gioco lo decida io. Capita che lo schiavo a volte voglia “andare oltre” le sue paure. Io tendo a ascoltare nel mio ruolo il suo il volere di schiavo ma sono molto attenta ai limiti. Preciso che per me non vi è mai sesso in questi contesti. Mi piace il gioco e non avere a che fare con persone squilibrate.
E non si è più fermata?
No. Da quel momento ho cominciato a cercarmi gli schiavi che, nel mio caso, sono solo uomini. Non vedo la donna come schiava. Ho scoperto quanto adori dominare e sono sempre stata una dominatrice. Nell’intimità posso anche diventare schiava ma non sopporto il dolore e essere sottomessa. Ci ho provato ma non è il mio ruolo.
E fuori dalla dimensione sadomaso?
Fuori dalla realtà bdsm ho sempre storie stabili con regolari fidanzati. Una vita assolutamente normale e anche sul lavoro sono estremante professionale e rigorosa.
Ma il bondage è un lavoro?
Per un certo periodo lo è stato a tutti gli effetti anche se per me è prima di tutto gioco e passione.
Chi è la mistress?
La mistress difende il suo ruolo nel gioco di priorità assoluta. Domina e s’impone autoritaria. Mi piace la frusta e legare. Legare significa avere il potere.
Chi sono i clienti?
Persone assolutamente comuni, di solito intorno ai 40 anni, di un livello sociale tendenzialmente alto e anche di potere, che sanno divertirsi. La maggior parte sono sposati. Ma ci sono anche soggetti molto giovani. Non mancano persone dello spettacolo e tra questi ho avuto incontri con un personaggio molto noto. A me piace analizzare la psicologia dello schiavo. Per lo slave la dominatrice è una vera istituzione. La professionalità sta anche nel saper gestire in modo corretto il rapporto e assolutamente non creare dipendenze fuori dai tempi del gioco e non lasciarsi trascinare dalle “forzature” richieste da qualche raro fuori di testa.
Il bello è che gli schiavi non hanno nulla a che fare con persone vittime o deboli nella loro ordinaria quotidianità. Non è raro che siano soggetti autorevoli che con le loro decisioni possono influire sulla vita di molte persone.
Cosa vogliono i clienti?
Solitamente chi paga vuole trovare quel piacere che cerca senza altre implicazioni. Quello che rilevo è come più che il piacere della sofferenza prevale il discorso dell’umiliazione. Un elemento essenziale esaltato in queste pratiche e io tendo a esaltare e trasportare al suo orgasmo mentale. A mio avviso è un essere che vuole superare le sue paure anche se questo passa attraverso sputi , offese, urla, calci, frustate. Tra dominante e sottomesso e quasi sempre quest’ultimo a vivere le emozioni più forti.
E ora che rapporto ha con il mondo Bdsm?
Mi prendo delle pause perché mi coinvolge troppo. Come detto per me è passione e piacere più che una attività. Un mondo che mi porto dentro. Un discorso legato a un profondo piacere che esula dal concetto di sessualità. C’è comunque da far presente come oggi tra i tanti cultori vi siano sempre più finte dominatrici mercenarie. Il discorso è che i questo campo chi opera dovrebbe conoscere bene il mestiere…
Cosa significa dominare e che interazioni con il piacere?
Non mi interessava la sfera meramente sessuale. Fare sesso per far sesso non mi piace. Nel rapporto sm percepisco che piaccio, domino e adoro provocare. Sono io che decido quando e come agire. Adoro legare anche senza croce, anche solo sul letto. Con la croce hai le braccia lontane e non puoi liberarti, anche se ci provi, e del tuo corpo faccio quello che voglio.
L’idea di esaltare le situazioni e smettere quando voglio è molto gratificante e quando mi implorano divento ancora più stronza. Di fatto quello che si può provare è un piacere mentale in cui l’eccitazione non è sessuale. Una sorta di orgasmo mentale. Insomma una forma di piacere in cui l’eccitazione va oltre il fatto sessuale.
E’ importante saper dominare anche senza maschere, palline in bocca e look particolari che costituiscono per lo più un fatto simbolico, un segno di umiliazione. E tengo a precisare di essere assolutamente contro ogni violenza su animali e persone.
Dove si ritrova il mondo Bdsm?
Le nostre feste sono un modo per ritrovarsi tra amici che condividono una passione. L’ambiente è molto ristretto e ci si conosce quasi tutti. La tradizionale riservatezza torinese consente di celare ai più una realtà di incontri e feste, anche con molte persone. Ricordo di essere stata colpita da una cena in cui gli schiavi erano sotto il tavolo per far poggiare i piedi ai loro dominatori. Questo non significa che nell’ambiente ci si possa ritrovare in tutta tranquillità per una pizza o a bere qualcosa, come ogni gruppo di amici e conoscenti. Comunque il fenomeno eventi legati al sm è sicuramente più forte in realtà come Milano. Vi sono poi appuntamenti e specifici raduni significativi come quello di Misano. Certo quello che avviene in Italia non è paragonabile a quanto si registra nel nord Europa in particolare in Germania, Gran Bretagna e Olanda. Anche negli Stati Uniti vi sono molti aderenti. Su Torino mi sembra che in questo periodo si viva una fase di stasi del fenomeno.
Tra uomini e donne che differenza hai riscontrato?
Tendenzialmente le donne sono per lo più sadiche mentre le poche masochiste possono arrivare a livelli altissimi di sopportazione, molto più degli uomini, per esempio nel martoriamento dei seni. Donne che si lasciano trattare dalle loro padrone con aghi, legature e cera calda. In questo ambiente sono comunque prevalenti le figure masochiste.
Nell’incontro con un uomo in genere non emerge l’eccitazione e se succede la mistress sa come dominare il gioco e far prevalere, se vuole, altri piaceri vanificando il contesto meramente sessuale. Ribadisco che il fattore chiave nel masochista è l’essere umiliato.
Cosa ne pensano i suoi familiari e cosa pensi della famiglia tradizionale.
La mia famiglia ignora questa mia passione anche se fin da giovanissima sono stata molto curiosa e tendente a andare oltre gli schemi. Mi ritengo una persona assolutamente normale e non rinnego l’idea di avere una famiglia. Non voglio un compagno sottomesso. Tengo distinta la vita familiare dalla mia passione bdsm che penso porterò sempre con me.

In conclusione la giovane mistress ci mostra i suoi attrezzi di lavoro: stivali, tacchi vertiginosi, corpetti di pelle , fruste, maschere e ovviamente corde. Vi è anche il libro “Cinquanta sfumature di grigio”. Un must nell’ambiente Bdsm. Gli preme ribadire come i fattori psicologici siano fondamentali rispetto agli attrezzi che hanno comunque la loro importanza simbolica e nel coinvolgere. Aggiunge che nell’ambiente sono presenti a volte dei feticisti. Per loro il discorso è decisamente sessuale con le loro proiezioni su “dettagli feticcio”. Non sono inoltre rare le coppie che praticano il sadomaso. Non si tratta assolutamente di coppie frustrate e non è detto che il sadico abbia il potere sul masochista . Il dolore stimola sessualmente, e, come dice un masochista: «il dolore mi lascia andare e più ne provo più ne voglio provare». Si tratta di un modo di vivere un’altra identità, una sorta di vita parallela, oltre quei modelli impostati da scelte obbligate, per scoprire i mille risvolti del piacere. Un gioco che si può trascinare per tutta la vita indipendentemente da quello che avviene nella quotidianità.
 

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