La tragedia dell’amianto, diventa un film. Le polveri letali dei quattro stabilimenti italiani della multinazionale Eternit respirate dai dipendenti di Casale Monferrato (Alessandria), Cavagnolo (Torino), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli), dal 1966 al 1986, verranno raccontate attraverso lo schermo.
Il film rientra tra le iniziative messe in campo da Casale Monferrato contro la sentenza Eternit e la rabbia per decisione della Cassazione che ha giudicato prescritto il caso. Il Comune presterà 600 figuranti alla produzione di “Un posto sicuro” di Francesco Giaccio.
Un modo per reagire e per ricordare e denunciare quello che è accaduto in quegli anni in quegli stabilimenti e che continua ad accadere, poiché l’amianto continua a colpire anche a distanza di anni.
«Un ulteriore tassello della reazione che il territorio sta dimostrando nei confronti della Cassazione», spiega l’assessore comunale alla Cultura, Daria Carmi.
Venerdì e sabato, a Casale Monferrato, Comune più colpito dalla tragedia Eternit, ci saranno le selezioni delle comparse del film, prodotto da Indiana Production e da La Piccola Società con la collaborazione dell’Associazione Familiari e Vittime dell’Amianto e il patrocinio del comune di Casale. La città simbolo della lotta all’amianto farà da sfondo all’opera.
«Si tratta di una tappa di quel percorso – spiega l’assessore Carmi – per aumentare la sensibilità non solo dell’intera città, ma di tutti quei soggetti che vorranno approfondire la triste tematica e esserne maggiormente consapevoli».





