16.2 C
Torino
domenica, 26 Maggio 2024

Il miracolo di Appendino: tutte le minoranze unite. “A rischio la democrazia”

Più letti

Nuova Società - sponsor
Redazione
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

«Appendino ha già fatto un miracolo : quello di metterci tutti insieme allo stesso tavolo». Difficile dare torto al capogruppo del Partito Democratico Stefano Lo Russo. In effetti davanti ai giornalisti ci sono tutte e otto le minoranze, quelli che rappresentano il 70% degli elettori torinesi. Tutti uniti nel ricorso depositato questa mattina al Tar del Piemonte con cui si chiede l’annullamento della delibera, approvata con procedura d’urgenza, dalla maggioranza grillina lo scorso 6 marzo. Una delibera che autorizza l’utilizzo degli oneri di urbanizzazione per coprire 36 dei 45 milioni di spesa corrente inseriti nel tanto discusso Bilancio di previsione 2017.
Il casus belli non riguarda l’utilizzo degli oneri, che è legittimo, ma come questa delibera sia arrivata al voto, ovvero senza passare dalle commissioni. «Contestiamo – dicono le minoranze – l’illegittima sottrazione all’esame delle competenti commissioni della delibera impugnata, in grave violazione dei diritti delle minoranze, del principio del giusto procedimento amministrativo oltre che di numerose norme di legge e regolamentari».
«C’è un atteggiamento di disprezzo nei confronti delle minoranze da parte della maggioranza che pretende di non discutere nelle sedi competenti argomenti di rilevante importanza, quali il bilancio della Città», sostiene Lo Russo, mentre il capogruppo della Lega Nord-Piemonte Fabrizio Ricca evidenzia il fatto che «da nove mesi che la giunta pentastellata è incoerente. Si sono battuti contro gli oneri di urbanizzazione e si sono trasformati in cementificatori». Sul “disprezzo delle regole” interviene anche Silvio Magliano dei Moderati ricordando che Appendino è «la sindaca di tutti e deve quindi rispettare le regole dando agibilità politica alle minoranze». «Vogliamo che sia data una minima agibilità alle opposizioni da un partito che tanto dice di tenere alla partecipazione democratica», conclude Magliano.
Alberto Morano, della Lista Morano, sottolinea che «se vengono meno le regole democratiche viene meno l’intero sistema». Poi Morano ricorda come il bilancio 2017 targato Rolando-Appendino non sia questa meraviglia: «basti pensare che Standard & Poor’s ha declassato l’outloook da stabile a negativo, perché non crede che le misure in arrivo siano credibili».
«Se hanno deciso che la maggioranza fa tutto lei da sola possiamo anche smettere di venire in Consiglio», sostiene Roberto Rosso di Direzione Italia. Per Francesco Tresso di Lista Civica per Torino c’è il tentativo di fare passare le minoranze come una non rappresentazione della città, mentre Eleonora Artesio di Torino in Comune-La sinistra pensa che la sindaca preferisca privilegiare la propria immagine, facendo tutto da sola, invece di promuovere un’azione collettiva.
«Questo ricorso – aggiunge Fabrizio Ricca – serva da lezione ai grillini. Una lezione di educazione politica per il futuro».
Osvaldo Napoli di Forza Italia chiosa sul fatto che la giunta Appendino in realtà non ha «una strategia globale e non esiste una vera proposta per Torino».

 

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor

Primo Piano