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mercoledì, 22 Maggio 2024

Il Coronavirus chiude il consiglio comunale di Torino

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Da lunedì il Consiglio comunale di Torino resta chiuso causa emergenza Coronavirus. Con una settimana di ritardo rispetto a quando è scattato l’allarme contagio i lavori in Sala Rossa subiscono uno stop.
Si potranno discutere solo le interpellanze. Ma anche qui con regole precise: potranno essere presenti solo i firmatari dell’interpellanza, l’assessore interpellato, gli uffici e la presidenza. Finito un’interpellanza tutti fuori e avanti i prossimi. Anche i giornalisti non saranno in tribuna stampa ma forse in platea dove essendoci più spazio potranno stare distanziati tra loro.

Nessuna attività invece riguardante atti e delibere.

Spiegano da Palazzo di Città: «Alla luce dell’emergenza sanitaria in corso e delle relative norme emanate dal governo nazionale, nel corso della Conferenza dei capigruppo sono state definite alcune modifiche alle modalità di funzionamento del Consiglio comunale. Lunedì 9 marzo, la Sala Rossa ospiterà la sola discussione delle interpellanze, che non si svolgono in seduta plenaria. L’adozione dei provvedimenti prescritti dal governo, infatti, rende la sala inidonea per le sedute consiliari, poiché non consente di rispettare le distanze di sicurezza previste. Sono già ora in corso le verifiche atte all’individuazione di uno spazio alternativo, a Palazzo Civico o in altra sede istituzionale, che possa essere adeguatamente allestito per poter garantire il corretto svolgimento dei lavori consiliari, compresa la loro trasmissione in streaming. Successivamente, il Consiglio comunale sarà convocato con ogni possibile celerità. È stato inoltre confermato che tutte le riunioni delle Commissioni consiliari si svolgeranno nella Sala Carpanini di Palazzo Civico, di dimensioni molto più ampie rispetto alla Sala dell’Orologio finora utilizzata».

Coronavirus a parte era comunque difficile che lunedì si svolgessero i lavori del Consiglio. Infatti la sindaca non avrebbe partecipato e visto che la maggioranza è ridotta ai minimi termini il numero legale non è garantito.

Tesi bocciata dalla maggioranza in quanto il numero legale è di 21 consiglieri e quindi anche con l’assenza di Appendino non ci sarebbero stati problemi. Anche perché, dicono, c’era tutto l’interesse da parte dei pentastellati di discutere dei loro atti. Tra questi proprio quelli relativi agli aiuti economici derivati dall’emergenza Coronavirus.

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