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giovedì, 30 Maggio 2024

I giovani, l’alcol e il pericolo della dipendenza

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

“In Italia oggi si beve meno in generale, ma tra i giovani è sempre più diffuso il bere trasgressivo, a volte in quantità elevata; con i danni per sé e per gli altri che ciò comporta. C’è una forte pressione pubblicitaria che “vende” l’immagine del bevitore come personaggio vincente, non come uno sconfitto. Inoltre l’alcol è come camuffato con bevande alla frutta colorate che ne riducano l’impatto psicologico, presentandolo quasi come innocuo. La realtà però è assai diversa”.
In una delle grandi sale dell’Istituto Alberghiero, J.B. Beccari, di via Paganini, a Torino, il dottor Augusto Consoli, direttore del Dipartimento Patologie delle Dipendenze, “C. Olievenstein”, ci ha rilasciato questa dichiarazione. L’incontro con i giovani del Beccari e dell’Istituto Tecnico Professionale, Alber Steiner, del 10 Aprile 2014, ha avuto come tema la conoscenza e la prevenzione nell’ambito del consumo di bevande alcoliche. In occasione della XIII° edizione dell’Alcol Prevention Day. Il Ministero della Salute in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, l’Asl To2, la Società Italiana di Alcologia, e con la partecipazione dei vertici amministrativi delle Circoscrizioni, 6 e 7, hanno organizzato l’evento di fronte agli insegnanti e gli studenti dei due Istituti. Un incontro confronto tra giovani e adulti, specialisti e non. Tra i tanti, merita particolare menzione nel lavoro di ricerca dei dati del fenomeno del consumo di alcol, la figura dei peer-educator: studenti, in genere del III° anno, preparati dal personale del dipartimento “Olievenstein” per parlare con i compagni di scuola, informandosi sul consumo di alcol e, eventualmente, di droghe leggere. Una scelta che ha dato inizio ad un dialogo aperto, informale e costante tra i giovani; permettendo ai consumatori, soprattutto laddove vi fosse pericolo di instaurare una dipendenza, di esprimersi con una libertà e livello di fiducia difficilmente raggiungibili con gli adulti.
I progetti di ricerca permanente e monitoraggio del consumo: “Alcol e guida”, e “Peer Education”, posti in essere dal dipartimento “Olievensatin”, sono due esempi di cooperazione tra Sanità e Scuola. Il secondo ha coinvolto in totale 1733 studenti di 11 Istituti, con l’impegno di 163 peer-education, appartenenti agli Istituti stessi, conteggiati nel numero totale degli studenti coinvolti. Vanno anche conteggiati i 900 studenti inclusi nel I° progetto, e 80 di un terzo intervento, per un totale di 2713 giovani. Del Dipartimento “Olievenstein”, oltre i due Servizi Tossicodipendenze (Via Ghedini, corso Vercelli), fanno parte anche il Centro di Alcologia; il Centro di Dipendenza dalla cocaina; e quello del Gioco d’Azzardo Patologico (Gambling), siti in via Artisti. In via Cavezzale si trova il Centro Tabagismo. Oltre al “vecchio”, CanGo, il bus che distribuisce materiale sterile, siringhe monouso, presidi per la medicazione, preservativi, farmaci per risolvere l’overdose, nelle strade della città, fa parte del Dipartimento diretto da Augusto Consoli anche Camper Pin. Il mezzo con a bordo operatori Asl staziona nelle aree della cosiddetta “Movida torinese”, particolarmente l’area di piazza Vittorio Veneto e via Po, ritrovo, specie il sabato notte, di migliaia di giovani, molti dei quali consumatori di alcol, e varie sostanze psicostimolanti. Il lavoro degli operatori risponde alla filosofia della riduzione del danno, attraverso un consumo consapevole delle sostanze, e il mantenimento di un dialogo costruttivo con i giovani proprio là dove più alto è il loro numero, e forte il consumo delle sostanze medesime.
Secondo i dati nazionali resi noti dall’Istat, elaborati dall’Osservatorio Nazionale Alcol dell’ISS, il 43,8% dei ragazzi, e il 35% delle ragazze, in Italia, consumano alcol nel corso dell’anno. Il 20% del totale dei due sessi ammette di aver superato almeno una volta il limite di legge delle 6 unità alcoliche, con il pericolo di incorrere in sanzioni amministrative, incidenti e, comunque, di conseguenze per la salute. Secondo lo studio “HBSC Italia”, in Piemonte quasi il 21% dei ragazzi, e circa il 18% delle ragazze di 15 anni hanno dichiarato di aver raggiunto almeno due volte lo stato di ubriachezza nel corso della vita. In uno studio effettuato dal Dipartimento “Olievenstein”, il 35% dei ragazzi di età quasi identica intervistati, hanno dichiarato di aver vissuto l’esperienza della perdita di controllo. Dato ritenuto preoccupante dalla dottoressa Paola Damiano, responsabile di Alcologia.
“Penso che i media dovrebbero citare esempi virtuosi di giovani da presentare agli altri ragazzi – ci dice sorridendo, Salvatore Perna, direttore scolastico del Beccari, e prosegue – I valori umani vanno esaltati e contrapposti a quelli di persone del mondo dello spettacolo e vari ambienti dove il consumo, non sempre responsabile, di alcol viene presentato ai ragazzi come elemento di moda. A volte poi, però, diventa malattia. Credo che questo evento, l’incontro con i ragazzi e il confronto siano stati positivi. E’ importante spiegare i danni fisici e psicologici dell’abuso di alcol”.
Certo è importante, come è importante che anche gli adulti interessati dal problema prendano coscienza che l’alcolismo non è un “vizio” deprecabile, non si tratta di questioni moralistiche, ma di patologia. Una di quelle malattie che si possono affrontare senza vergogna e, comunque, nell’anonimato presso i Centri di Alcologia dei Dipartimenti Patologie delle Dipendenze, del tutto gratuitamente. Guarire è possibile. E ogni adulto che guarisce rappresenterà anche un ottimo esempio per un giovane che rischia di ammalarsi.

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