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sabato, 13 Agosto 2022

Hanno chiuso l’acqua al Manituana. “Pericoloso precedente”

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

È stata chiusa l’acqua a Manituana, senza preavviso né confronto da parte della proprietà dello stabile nel quale ci troviamo dal gennaio 2019.
È un grave attacco a Manituana, e allo stesso tempo un pericoloso precedente per tutte le esperienze di lotta e autogestione come la nostra.
Pensiamo che politica sia la decisione di toglierci l’acqua, politiche siano la gestione della risorsa idrica e di tutte le risorse primarie in città, e dunque politica sia la responsabilità di trovare delle soluzioni. Non accettiamo che l’amministrazione comunale si volti dall’altra parte, nascondendosi dietro la burocrazia.
Oggi a livello nazionale si discute il DDL Concorrenza, che mette in pericolo la volontà popolare espressa nel 2011 con la vittoria del Referendum Acqua Bene Comune.
L’art. 6 del Decreto, di cui i Comitati per l’Acqua Bene Comune chiedono lo stralcio, vorrebbe impedire alle amministrazioni locali la gestione pubblica dell’acqua, cedendola a soggetti privati votati al profitto.
In un momento di grave siccità e crisi climatica, invece di agire di conseguenza, i
governi imboccano strade che peggiorano la situazione per le persone, i territori e le comunità. L’aumento vertiginoso delle bollette e di tutti i beni di prima necessità è la prova lampante di cosa significhi lasciare che il mercato regoli la distribuzione delle risorse.
Davanti a tutto ciò, come vedete oggi, non ci arrendiamo.
Abbiamo resistito, nonostante la pandemia di Covid19. Abbiamo ripensato la socialità e le nostre attività. Largo Vitale 113 è diventato un punto di riferimento in città ed è rimasto a disposizione di chiunque ne avesse bisogno.
Manituana è spazio di organizzazione, di confronto ed elaborazione politica, di creazione di una visione alternativa, solidale e dal basso della città.
Per questo lanciamo una campagna in difesa dell’acqua pubblica, e chiediamo: 
1. che ci venga restituita l’acqua, con il riallaccio dell’utenza idrica
2. che l’amministrazione comunale garantisca che simili attacchi non si ripeteranno nei confronti delle realtà autogestite della città
3. che l’amministrazione comunale non si fermi alle dichiarazioni d’intenti nel contrasto all’art.6 del DDL Concorrenza e che si faccia promotrice attiva della ripubblicizzazione di SMAT, azienda che gestisce l’acqua a Torino
4. che SMAT dia conto dello stato di salute della rete idrica cittadina e che si confronti sulle strategie di gestione della risorsa idrica di fronte alla crisi climatica
L’accesso alle risorse, non per noi ma per tuttǝ, è la priorità.

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