9.2 C
Torino
martedì, 21 Maggio 2024

Grimaldi: “Il Piemonte chieda un Recovery Music”

Più letti

Nuova Società - sponsor
Redazione
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

“Cirio deve rivedere la sua ordinanza che, ad oggi, prevedrebbe una distanza nei teatri di un metro e mezzo tra bocca e bocca” – commenta Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Regione – “e adeguarsi a quanto fatto dagli altri Governatori regionali. Mentre in altre regioni la distanza tra gli spettatori all’interno dei teatri è quella usuale di un metro, Cirio continua ad interpretare le norme a suo piacimento con l’unico intento di mettersi al riparo da eventuali futuri problemi ma, così facendo, rischia di dare il colpo fatale ad un settore già in ginocchio, e tra i più colpiti dall’emergenza Covid”.

“Crediamo che nella delibera piemontese ci debba stare anche il buon senso – commenta Grimaldi – basterebbe darsi una regola unica in tutte le Regioni e attuare il distanziamento di un metro, o di permettere agli spettatori di occupare un posto sì e uno no; non è pensabile che nella nostra Regione si decida di aumentare la distanza mentre in tutte quelle vicine, Lombardia, Veneto, Emilia e Toscana, si mantenga la disposizione di un metro di distanza: così facendo il Piemonte diminuisce drasticamente le capienze dei teatri e dei luoghi dello spettacolo dal vivo, col serio rischio che la nostra regione diventi un deserto culturale, un luogo nel quale gli spettacoli più grossi e molti concerti decideranno di non fare tappa a causa dei costi e delle poche entrate”.

“Stiamo parlando – prosegue Grimaldi – di un settore che per primo, già a febbraio, ha dovuto chiudere i battenti a causa del Covid19 e che da allora non ha praticamente mai riaperto del tutto; è un settore che conta 250.000 famiglie senza lavoro, accusa una perdita secca di 650 milioni di euro tra febbraio e settembre, che arrivano a oltre 1.5 miliardi di euro se si conta l’indotto. Parliamo – continua Grimaldi – di un ambito lavorativo il cui calo del fatturato è vicino al 100% rispetto al 2019 e nel quale molte figure professionali legate ad esso sono alla fame, senza neppure un’ipotesi di futuro”.

“Si tratta di un settore tra quelli che hanno maggiormente bisogno di sostegno – prosegue Grimaldi – e per il quale già in questi anni, e con maggior forza durante i mesi dell’emergenza, abbiamo chiesto il suo sostegno, attraverso lo stanziamento delle risorse necessarie a risolvere i problemi strutturali legati alle capienze e alla sicurezza dei luoghi della cultura. Lo abbiamo chiesto senza alcun risultato attraverso emendamenti al Bonus e al Riparti Piemonte, perché proprio durante l’emergenza, e la chiusura forzata dei luoghi della cultura, si doveva consentire di mettere in atto quegli adeguamenti strutturali che oggi sarebbero stati preziosissimi”.

“La miopia della Giunta di centro-destra verso l’intero settore musicale e culturale a cui Cirio e la Lega hanno voltato le spalle – conclude Grimaldi – ci costringe a rivolgere il nostro appello al Governo nazionale a cui chiediamo di istituire un vero e proprio ‘Recovery Music’, capace di garantire una percentuale sostanziosa del recovery found al mondo della cultura (Culture Recovery Fund), di introdurre ammortizzatori sociali per i lavoratori della cultura, e di promuovere misure specificamente destinate alle industrie culturali e creative e alla musica popolare contemporanea come, ad esempio, l’introduzione dell’IVA agevolata al 4% sui biglietti per gli spettacoli dal vivo”.

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor

Primo Piano