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giovedì, 23 Maggio 2024

Grillo sul suo blog riscrive Primo Levi. Comunità ebraica: "Provocazione inaccettabile"

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

“Se questo è un Paese” al posto di “Se questo è un uomo”. Beppe Grillo prende il celebre incipit del libro – testimonianza scritto nel 1947 da Primo Levi, lo modifica e ne fa un post del suo blog. Ebbene sì. Al leader del Movimento 5 Stelle evidentemente soprannomi come Renzie e Capitan Findus evidentemente non bastano più e così decide di cambiar registro, con una poesia «liberamente ispirata», si legge, a quella in apertura del tragico capolavoro che descrive deportazione e prigionia ad Auschwitz. Il tutto accompagnato da una foto (naturalmente modificata a dovere) che descrive l’ingresso nel campo di concentramento. Quella originale “Arbeit Macht Frei”, (il lavoro rende libero) è stata infatti modificata con “P2 Macht Frei”. Un riferimento più che scontato a Montecitorio, al governo Renzi e ai compromessi con il centrodestra per le riforme.
Immediata e indignata le reazione della comunità ebraica. «Con l’ultima infame provocazione Beppe Grillo pubblica sul suo blog un’immagine dell’ingresso di Auschwitz con la scritta “P2 Macht Frei” – scrive in una nota il presidente dell’Ucei (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane) Renzo Gattegna – e storpia le parole dei celebri versi di Primo Levi con cui si apre Se questo è un uomo per solleticare i più bassi sentimenti antisemiti e cavalcare il malcontento popolare che si addensa in questi tempi di crisi». «È un’oscenità sulla quale non è possibile tacere – continua – Si tratta infatti di una profanazione criminale del valore della memoria e del ricordo di milioni di vittime innocenti che offende l’Italia intera».
Pubblichiamo di seguito la poesia di Beppe Grillo:
«Voi che vi disinteressate della cosa pubblica
come se vi fosse estranea e alla vita delle persone
meno fortunate che vi circondano
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il telegiornale di regime caldo e visi di mafiosi e piduisti sullo schermo
mentre mangiate insieme ai vostri figli
che educate ad essere indifferenti e servi
Considerate se questo è un Paese
che vive nel fango
che non conosce pace, ma mafia
in cui c’è chi lotta per mezzo pane e chi può evadere centinaia di milioni
di gente che muore per un taglio ai suoi diritti civili, alla sanità, al lavoro, alla casa
nell’indifferenza dell’informazione
Considerate se questo è un Paese
nato dalle morti di Falcone e Borsellino
dalla trattativa Stato mafia
schiavo della P2
Comandato da un vecchio impaurito
delle sue stesse azioni
che ignora la Costituzione
Considerate se questo è un Paese
consegnato da vent’anni a Dell’Utri e a Berlusconi
e ai loro luridi alleati della sinistra
Un Paese che ha eletto come speranza un volgare mentitore
assurto a leader da povero buffone di provincia
Considerate se questa è una donna,
usata per raccogliere voti,
per raccontare menzogne su un trespolo televisivo,
per rinnegare la sua dignità
orpello di partito
vuoti gli occhi e freddo il cuore
come una rana d’inverno.
Meditate che questo AVVIENE ORA e che per i vostri figli non ci sarà speranza
per colpa della vostra ignavia, per aver rinnegato la vostra Patria
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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